Locali in crisi per il Covid, Confartigianato: «Autorizzare i dehors anche d'inverno»

L'associazione invita il Comune a trovare una soluzione soprattutto per i bar di piazza del Papa, dove le paratie esterne non si possono installare per un vincolo della Soprintendenza

Foto di repertorio

«L’emergenza Covid ha fortemente colpito tutti i settori, non meno quello della somministrazione, penalizzando, per agevolare il distanziamento, tutte le micro imprese, oltre 50 ad Ancona, con centinaia di dipendenti, operanti nei centri storici che hanno locali di dimensioni ridotte». Lo evidenzia Gilberto Gasparoni della Confartigianato Ancona-Pesaro e Urbino. «Per permettere alle imprese della somministrazione di lavorare anche nel periodo invernale è necessario rivedere i regolamenti comunali - dichiara Luca Casagrande, responsabile territoriale di Ancona di Confartigianato - e trovare una soluzione condivisa fra operatori, amministrazioni e soprintendenza per far sì che, anche con il freddo, queste possano sfruttare i dehors esterni che il Comune ha dato la possibilità di installare».

L’Amministrazione come misura a sostegno delle attività commerciali, in concomitanza con la bella stagione, ha deciso di mettere a disposizione, tramite un avviso pubblico, aree per quegli esercizi che non dispongono di spazi adeguati, consentendo l’occupazione con i dehors. «In vista della stagione autunnale e soprattutto invernale, dato il protrarsi delle limitazioni da Covid, sarà necessario aggiornare le disposizioni e le prescrizioni legate all’impossibilità di installare paratie laterali a copertura dei dehor che nelle zone sottoposte ai vincoli della Soprintendenza, come Piazza del Plebiscito, non sono consentite. Senza modifiche ai regolamenti, le imprese non potranno riuscire a lavorare negli spazi esterni mettendo a serio repentaglio la già scarsa offerta di intrattenimento e movida di cui dispone oggi il nostro centro città».

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«Quello degli spazi - sottolinea Paolo Longhi, presidente di Confartigianato territoriale di Ancona - costituirà la principale sfida del futuro per imprese e amministrazioni, costrette a ripensare a luoghi di aggregazione e a riorganizzare gli ambienti in modo funzionale e sicuri allo stesso tempo, per offrire nuovi servizi di accoglienza e ristoro a cittadini e turisti». Confartigianato invita sin da ora l’Amministrazione comunale ad approfondire un tema rispetto al quale chiederà a breve un incontro in cui discutere il problema e cercare di trovare una soluzione condivisa che permetta la sopravvivenza delle imprese.

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