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Sabato, 27 Novembre 2021
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Ristoratori e baristi in consiglio comunale: «Proposte concrete e sostegni reali»

Il gruppo si è costituito sotto l'acronimo Brum (Baristi ristoratori uniti Marche) e lunedì hanno partecipato con richieste concrete al consiglio comunale dedicato al commercio

Ristoratori, baristi, pizzaioli marchigiani uniti in consiglio comunale con proposte dedicate alla ripartenza del commercio: sono una settantina i firmatari che fanno parte del gruppo Brum, Baristi ristoratori uniti Marche.

Brum, ristoratori e baristi uniti in Comune

«Lunedì 15 marzo - si legge nella nota - abbiamo partecipato al consiglio comunale aperto del Comune di Ancona sul commercio in cui sono state avanzate alcune, poche, proposte che riteniamo condivisibili e che vorremmo venissero attuate in tempi brevi. Ci sono due piani su cui lavorare, uno immediato per resistere el uno strategico per una ripresa nel post pandemia. Può considerarsi lodevole una programmazione futura che getti un occhio al post-pandemia ma discutere di progettazione di eventi natalizi, dibattere su altri parcheggi e/o se farli gratis magari un po', o sperare nel ampliamento del settore nautico e crocieristico ci sembra quantomeno ridicolo, surreale. Un chiaro segnale di un'avulsione cronica, da parte di specifici soggetti, dalla realtà che viviamo tutti i giorni noi operatori. Se non si inseriscono in un progetto organico, sostenibile e che ricerchi una nuova anima alla città, resteranno iniziative spot e forse non ci sarà un futuro per il tessuto socioeconomico tanto sbandierato da quasi tutti quest'oggi. Ancor prima servono interventi immediati e concreti per far superare questa crisi a determinate categorie di lavoratori. Esigiamo risposte e soluzioni e le esigiamo subito non a Natale o nei mesi a venire poiché ne va della nostra stessa, immediata sopravvivenza».

Ecco le proposte inserite nel testo: «Sostegno reale sui canoni di locazione - si legge - sia verso noi che con interventi sia verso i locatari in tutte le forme che l'amministrazione Comunale può ed è tenuta ad adottare;  iniziative per la tutela delle attività e delle persone maggiormente colpite da chiusure e relative perdite, su ogni piano sia possibile partendo da quelli istituzionali, mediatici e anche legali. Possibilità inoltre di mantenere i dehors in maniera permanente e concessione di sconti mirati sulle imposte e addizionali comunali rispetto ai reali cali di fatturato ed esclusivamente verso le attività dei settori davvero colpiti; ripristino e potenziamento della Consulta del Commercio, strumento che permetterebbe a noi operatori di avere quel rapporto diretto con l' amministrazione senza dover delegare il nostro potere e diritto all' autorappresentanza. Un mezzo che davvero ci consenta quella sinergia tanto decantata ma per ora mai realizzata. Adozione di un Piano Strategico di rilancio di quel commercio esercitato dalle piccole e microimprese le quali sono la stragrande maggior parte di cui è composto il tessuto connettivo della città e che si concretizzi attraverso bandi per la valorizzazione del territorio e della socialità». 

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