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Evasione per 2,6 milioni nel settore delle calzature, maxi sequestri e 7 denunce | VIDEO

Una frode, secondo le accuse, che ha visto il coinvolgimento di 9 società operanti nelle Marche, di cui 5 con sede fittiziamente dichiarata a Torino

 

Si è conclusa, con un sequestro per equivalente di beni per un valore complessivo di oltre 2.600.000 euro, un’indagine svolta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Macerata e coordinata dal Procuratore della Repubblica nei confronti di un gruppo di imprese del maceratese nel settore della lavorazione delle calzature.  Le indagini hanno permesso di portare alla luce un sistema ideato da 7 persone, ognuna con diverso incarico e peso specifico nel sistema. Una frode, secondo le accuse, che ha visto il coinvolgimento di 9 società operanti nella provincia maceratese, di cui 5 con sede fittiziamente dichiarata a Torino. Aziende che, secondo le fiamme gialle, erano sempre riconducibili agli stessi soggetti, organizzate per consentire ad alcune di esse di svolgere prestazioni evadendo gli obblighi di imposta. Secondo la tesi accusatoria, l’evasione avveniva attraverso la contabilizzazione di fatture false e omessi versamenti fiscali e contributivi. Con questo sistema fraudolento, le imprese committenti avrebbero aggirato i vincoli imposti dalla normativa sul lavoro e, sgravandosi dei costi del personale, hanno generato consistenti proventi economici. Le aziende, dicono gli investigatori,  hanno anche ottenuto indebiti risparmi di imposta, beneficiando di costi completamente deducibili e della totale detraibilità dell’IVA, sebbene poi non versata, trasferendo il debito sulle imprese esecutrici della lavorazione. Il meccanismo ha anche consentito loro di presentarsi sul mercato in regime di “concorrenza sleale. Dall’indagine è emerso che le aziende erano amministrate da soggetti,  in gran parte gravati da precedenti penali, e da compiacenti senza alcuna esperienza né capacità imprenditoriale che, con il proprio personale dipendente, hanno provveduto alla lavorazione delle tomaie omettendo la presentazione delle dichiarazioni d’imposta e il versamento delle ritenute fiscali e contributive. Le stesse aziende, tuttavia, non hanno operato direttamente sul mercato ma hanno avuto, come unico cliente, un altro soggetto formalmente in regola con gli obblighi normativi ma che, all’interno del sodalizio, ha goduto del vantaggio economico derivante dalla sottrazione “a monte” agli obblighi fiscali e previdenziali.

Complessivamente, sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria 7 persone, tra cui un professionista, tre residenti a Torino e quattro nella provincia di Macerata. Nell’ambito dell’inchiesta, il G.I.P. presso il Tribunale di Macerata, Giovanni Maria Manzoni, ha disposto il sequestro per equivalente di beni per oltre 2.600.000 euro. Tra i beni sottoposti al provvedimento ci sono 300.000 euro di denaro detenuto su conti bancari, circa 75.000 euro di quote societarie, parti di 41 appezzamenti di terreni, un appartamento con annesso garage, porzione di un locale commerciale sito a Roma ed una Porsche Cayenne, tutti beni riconducibili ai soggetti implicati nella frode fiscale.
 

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