Domenica, 17 Ottobre 2021
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Federico Bocchia incontra la Conero Wellness: «Tutto su Tokyo 2020 poi forse un reality»

Bocchia ha firmato autografi, si è fatto foto e selfie con i ragazzi della Conero Welleness del coach Michele Cattani. Poi il regalo più prezioso per gli atleti in erba: un allenamento con il loro beniamino

«Mi aspettano 4 anni ad altissimo livello per cercare di arrivare alle Olimpiadi di Tokyo 2020 poi mi ritirerò. Dopo spero di restare nell’ambiente sportivo, ma mi piacerebbe anche entrare nel mondo dello spettacolo e della moda, magari come modello o partecipando ad un reality show». Parla così il nuotatore della nazionale italiana Federico Bocchia, reduce dalle olimpiadi estive di Rio e oggi in visita alla squadra di nuoto Conero Wellness di Ancona, guidata dal coach Michele Cattani. Il 30enne stileliberista specializzato nei 50 metri è arrivato alla struttura sportiva Eschilo di Pontelungo intorno alle 16, quando ha incontrato i giornalisti prima di tuffarsi in vasca insieme ai ragazzi delle categorie esordienti e assoluti.

«A Rio era importante partecipare - ha detto Bocchia - Venivo da una stagione lunga e non ero al massimo della forma dopo 2 europei. Ho dovuto combattere fino all’ultimo secondo per qualificarmi e dopo un periodo così dispendioso non ero riuscito a prepararmi al meglio. Lì ci sono gli atleti migliori al mondo al massimo delle loro condizioni di forma fisica e mentale per cui essere lì è stata già una soddisfazione, io lo sapevo e mi sono goduto il momento. Sinceramente speravo di fare un tempo migliore, non gareggio mai per arrivare secondo, ma non sono riuscito a migliorare il mio personale di 22”.01 nei 50 sl». Proprio la gara dopo la quale si presentò alle telecamere Rai dedicando una pernacchia agli “invidiosi”. E se gli si chiede chi sono questi invidiosi scoppia a ridere: «No ma di invidiosi ne è pieno il mondo, la mia era una provocazione riferita a nessuno in particolare. Io penso a me, non guardo gli altri se non i tantissimi tifosi che mi sostengono». Fatto sta che per lui non si aprirono le porte della semifinale, ma l'esperienza brasiliana é un blocco di partenza per le prossime olimpiadi nipponiche. «Rio resta un punto di partenza. Arrivare alle olimpiadi era il sogno di una vita dopo aver sfiorato quelle di Londra e Pechino per pochi centesimi. Mi allenerò al massimo 4 anni poi proverà Tokyo nel 2020 e mi ritirerò, anche perché avrò 34 anni per allora». 

IN VASCA CON LA CONERO WELLNESS. Dopo aver incontrato alcuni fan, il nuotatore azzurro è andata a cambiarsi per incontrare i piccoli della società biancorossa e nuotare con loro. Tanto l’entusiasmo per i giovani atleti della Conero Wellness, per cui Bocchia è una celebrità. Al di là di Rio, il 30enne parmense è stato finalista agli europei in vasca corta di Istanbul nei 50 metri, medaglia di bronzo con la staffetta 4 × 50 m stile libero con Marco Orsi, Filippo Magnini e Luca Dotto e plurimedagliato negli europei dal 2011 al 2015. E così Bocchia ha firmato autografi, si è fatto foto e selfie con i ragazzi della Conero che poi hanno potuto avere il regalo più prezioso. Una lezione insieme al loro beniamino. Bocchia ha infatti nuotato con tutti fermandosi ogni tanto per dare suggerimenti sulla tecnica, in particolare la bracciata e, in generale, per migliorarsi ed essere più veloci in acqua. E chi meglio di lui che è un velocista specializzato nei 50 sl? «Io sono velocista puro - ha spiegato Bocchia poi - Per cui il mio allenamento in vasca e in palestra è diviso al 50%. Ormai da tempo ho abbandonato il doppio allenamento e la mattina faccio sala pesi e corpo libero, il pomeriggio allenamenti in vasca che vanno dai 4 ai 6 chilometri, 3 se sono di scarico». Ne parla con grande naturalezza, quando invece ci sono molti nuotatori che soffrono l’ansia da prestazione in vista della gara. «Ansia e adrenalina ci sono sempre. Io ho imparato a gestire la mia emotività e non ho mai avuto bisogno di uno psicologo sportivo, ma se posso dare un consiglio a questi ragazzi, dico loro di lavorare sempre sull’alimentazione e la concentrazione. Quella è fondamentale per chi, come me, si gioca tutto facendo 50 metri in una manciata di secondi». 

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