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credit: pagina Facebook Anconitana

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Lelli è stata una scelta obbligata, con Nocera arrivano anche Piergallini e Jachetta

«Lo scorso anno non avevamo scelta mentre adesso possiamo programmare e abbiamo in mente giocatori e gioco diversi» così il presidente Marconi sull'addio del mister vincente

Nell'Ancona del calcio che rischiava di scomparire non c'è stato tempo di fare progetti ma ci si è buttati in fretta e furia nell'impresa di ripartire. Oggi, mentre si lavora a una rosa competitiva a prescindere da qualche campionato disputeranno i dorici, «abbiamo fatto valutazioni più approfondite e puntato su giocatori diversi per avere in campo anche un gioco diverso. Questo senza nulla togliere al lavoro di mister Lelli che ha battuto tutti i record con i giocatori che si è trovato». A parlare è Stefano Marconi, presidente dell'Anconitana affidata da oggi al Francesco Nocera, mister in arrivo dalla Civitanovese battuta un mese fa nella finale per il titolo regionale. Una scelta obbligata quella della nuova società dorica di affidare la panchina a Lelli, insomma, anche se, va detto, non è proprio il caso di parlare di quel che passava il convento visto lo spessore del mister, vincente nel primo anno di Marinelli con la vecchia Ancona (dall'Eccellenza alla D) e recente cannibale del campionato di Prima Categoria. Più una questione di gioco. Marconi vuole un'Anconitana capace di impressionare ed emozionare il pubblico. E ora che ha più tempo per programmare si è indirizzato verso Nocera. «Nel primo tempo della finale – racconta Marconi – ho visto una Civitanovese molto interessante e il primo pensiero che ho avuto è stato quello che mi sarebbe piaciuto allestire una squadra con quel temperamento. Con Nocera ci siamo incontrati mercoledì (il 27, ndr) per parlare di progetti e programmi. Mi piace il suo modo di vedere il calcio. Il colloquio è stato positivo: c'è stato subito feeling». 

«Speravo di tornare prima»

Francesco Nocera ha giocato con la maglia dei dorici per sei stagioni con ben due promozioni dalla C1 alle Serie B. Rimasto legato alle Marche, da allenatore è stato sulle panchine di Maceratese e Fermana. «Sono rimasto colpito – spiega – dall'unità che c'è qui tra società e pubblico. Quando sono andato a parlare con Marconi dopo 10 minuti avevo già deciso ma ci siamo presi 24 ore di tempo per i dettagli. Ai giocatori che arriveranno dico subito che dovranno capire l'importanza di questa piazza». Al fianco di mister Nocera ci sarà Luca Bocchini come secondo e il confermato Diego Ruspantini per la preparazione dei portieri.

La rosa: Mastronunzio in settimana, intanto ecco Piergallini e Jachetta  

Dopo gli acquisti del belga Nikolas Proesmans e di Paolino Mercurio, arrivano in biancorosso anche Matteo Piergallini e Luca Jachetta. I due si conoscono avendo giocato nel Fabriano Cerreto. Proprio da Fabriano arriva l'attaccante classe '90 Piergallini mentre Jachetta lo scorso anno ha giocato nell'Eccellenza umbra con il Petrignano. Con capitan Mastronunzio ci si deve ancora parlare. L'appuntamento per strappare un sì al bomber è fissato per la prossima settimana. Stesso dicasi per Mandorino e Colombaretti mentre sono stati già confermati Lori, Pucci, Bartoloni, Polenta e Marengo. Mister Nocera ipotizza di iniziare la preparazione tra la fine di luglio e i primi di agosto.

Promozione o Eccellenza?

Il dubbio c'è ancora. Il sindaco Mancinelli e il presidente Marconi si sono sentiti per telefono e sempre dalla cornetta il primo cittadino avrà un contatto già lunedì (2 luglio) con Roberto Fabbricini, commissario straordinario della Figc. La lettera di ammissione in sovrannumero per il massimo campionato regionale è già stata inviata. A giorni si saprà se l'Anconitana potrà correre più spedita verso campionati più consoni alla piazza. 

Sfrappa, arrivederci ai prof

Il posto da ds di Domenico Sfrappa sarà occupato ad interim dal Matteo Bartoloni coaudiuvato da Giuliano Santinelli. Il presidente Marconi è tornato anche sull'addio specificando che si è trattato di un arrivederci. «Sfrappa è una persona perbene e un uomo di valore – ha detto il patron – abbiamo vissuto entrambi questo addio come una sconfitta. Lui era molto dispiaciuto per non essere riuscito a dare il contributo che voleva ma, essendo un professionista, non è abituato a trattare nel calcio dilettanti. Nei mesi che è stato con noi ha fatto un grande lavoro per ricomporre alcune crepe che erano nate all'interno dello spogliatoio. Sono felice di averlo conosciuto e ci siamo dati l'arrivederci a fra qualche anno».
 

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