Lardini, Greta Cavestro dopo l'operazione: «Affrontare questa fase col sorriso»

Ad oltre un mese di distanza da quel crack del ginocchio, la schiacciatrice padovana, si è messa alle spalle il tempo necessario per smaltire l’intervento chirurgico al legamento crociato sinistro

Greta Cavestro

FILOTTRANO - Il ricordo marcato nei pensieri, il dolore, la paura, la rabbia. Ma anche la determinazione, la voglia di pronunciare la parola fortuna, l’abbraccio di mamma Simonetta e quello di amici, compagne, conoscenti. Di un’intera città. E’ un po’ come scuotere e poi togliere il tappo da una bottiglia di spumante per vedere straripare le tante e contrastanti sensazioni che Greta Cavestro ha raccolto dalla sera del 25 ottobre.

Ad oltre un mese di distanza da quel crack del ginocchio che ha inevitabilmente riscritto il copione della sua stagione e quella della Lardini, la schiacciatrice padovana, ormai filottranese d’adozione, si è messa alle spalle il tempo necessario per smaltire la “botta” ed eseguire l’intervento chirurgico al legamento crociato sinistro, operazione (perfettamente riuscita) effettuata la scorsa settimana dal dottor Alberto Busilacchi a Cotognola, in Romagna, terra di mezzo tra Veneto e Marche. Greta Cavestro è tornata a Filottrano per iniziare la fase riabilitativa, “perché mi affido e mi fido di Geremia Preti, di Alessandro Giampieri e Andrea Pistola, ma anche perché il supporto delle mie compagne è per me un importante punto di forza”.

Due stampelle e un tutore a farle quotidiana compagnia, come quella energia che porta sempre con sé. «Spero di riuscire a fare tutto con il sorriso, già il giorno dopo l’infortunio pensavo al prossimo raduno, all’idea di tornare più forte di prima. Di sicuro per la prossima stagione avrò accumulato la voglia di fare e di spaccare di un intero campionato». Di quell’incidente, nel giorno della partita con Aversa, è rimasto «un limpido ricordo stampato nella mente. Da un lato ho vissuto il tutto in maniera tranquilla, dall’altro è venuta fuori tanta rabbia, ma non per il dolore, quanto per aver perso un’occasione. Avevo la percezione di poter disputare una bella stagione, ero più spensierata e consapevole rispetto allo scorso anno».

Ma ancor più impresse nella memoria ci sono le tante testimonianze di affetto e di vicinanza («Gli amici sempre vicini aiutano a superare meglio e velocemente questo periodo»), oltre che una lunga lista di ringraziamenti a cominciare da quello «speciale alla mia mamma, il primo abbraccio dopo l’intervento. Un grazie va a coloro che erano con me al momento dell’infortunio, nella sfortuna sono stata fortunata ad avere loro vicino. Grazie a Serena (Moneta, ndr.) che è stata la prima persona a cui mi sono rivolta: ha vissuto questa esperienza e sa bene il dolore che si prova, non solo fisico, ma soprattutto nell’animo. Grazie ai tanti tifosi che mi hanno inviato messaggi, video e registrazioni: a volte la vita che facciamo è difficile perché si è lontani dalla famiglia, ma qui a Filottrano io mi sento davvero a casa. Gli ho promesso che in una delle prossime partite farò il tifo insieme a loro in tribuna». 

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