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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Politica

Spazi verdi, Quacquarini all’attacco: «Il Comune di Ancona viola la normativa»

Il consigliere comunale del Gruppo Misto-Democrazia Collettiva si è scagliato contro l’amministrazione ritenuta in violazione delle norme in vigore

Sul tema del verde pubblico e degli spazi, il consigliere comunale Gianluca Quacquarini del Gruppo Misto Democrazia Collettiva si è scagliato contro l’amministrazione ritenuta in violazione delle norme in vigore:

«Apprendiamo dalle cronache che sabato scorso, 13 novembre 2021, al parco della Cittadella si è svolta una manifestazione in cui è stato piantumato simbolicamente un albero per tutti i nati del 2020. L'appuntamento si è tenuto alla presenza di due Assessori del Comune dorico che hanno sottolineato come l'attuale Amministrazione mostri la sua "grande sensibilità per il verde pubblico" coinvolgendo al contempo le famiglie in questa iniziativa. Peccato che i due membri della Giunta hanno omesso come questa manifestazione si tenesse in palese violazione della Legge italiana. Infatti: la Legge n. 10 del 14 gennaio 2013, che modifica la precedente Legge n.113 del 29 gennaio 1992, conferma l'obbligo di mettere a dimora un albero per ogni nuovo nato o adottato (cioè per ogni iscrizione all’Anagrafe Comunale): a partire dal 16 febbraio 2013 ciascun Comune sopra i 15.000 abitanti deve così provvedere ad individuare un’area sul proprio territorio comunale da destinare a nuova piccola forestazione urbana, con posa di piante autoctone».

E ancora: «La nuova normativa, che modifica la norma del 1992 limitando l’obbligo solo ai Comuni oltre i 15.000 abitanti ed estendendo invece l’obbligo anche nei confronti dei bambini adottati, introduce inoltre prescrizioni per la tutela degli alberi monumentali e ridefinisce la Giornata Nazionale dell'Albero celebrata il 21 novembre, con lo scopo di valorizzare la tutela del patrimonio arboreo e boschivo italiano. La norma prevede che la messa a dimora forestale deve avvenire entro sei mesi dalla iscrizione all'anagrafe, ed uno specifico "Comitato per lo sviluppo del verde pubblico" (istituito presso il Ministero dell'Ambiente, a cui i Comuni dovranno inviare le informazioni relative al tipo di albero e al luogo di sua messa a dimora, nell'ambito di un censimento annuale del nuovo verde urbano) vigilerà sul rispetto della nuova Legge. E dunque il Comune di Ancona ha piantumato simbolicamente un solo albero per tutti i nati del 2020 che però sono stati 677. E gli altri 676 alberi dove sono?».

Infine: «I bambini adottati nel 2020 nel territorio comunali quanti sono? Perché per loro nessun albero come prevede la Legge? Ma i nostri amministratori sanno che hanno l'obbligo di piantarne uno per ogni nato e adottato nel nostro territorio comunale come prescrive la Legge? Il tutto non è una nostra invenzione ma sono norme contenute in una Legge statale che ha come sottotitolo "obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica" e che estende dal 2013 questo dovere anche nei confronti dei bambini adottati. Tutto ciò è rimasto obbligatorio e non certo simbolico per i Comuni sopra i 15.000 abitanti. Forse i nostri amministratori non hanno ancora ben chiaro che Ancona è un Capoluogo di Regione e di Provincia che però loro trattano come se non lo fosse... e tutto ciò in palese violazione della Legge sullo sviluppo degli spazi verdi urbani attualmente in vigore in Italia (e di chissà quante altre...)».

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