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Torre Erap, i 5 Stelle dopo il blitz della Finanza: «Inadeguata l'arroganza di Bacci»

Così il Movimento 5 Stelle di Jesi dopo il blitz dei finanzieri riguardo il progetto di una palazzina Erap in via Tessitori

«Apprendiamo da fonti stampa del blitz della Guardia di Finanza presso il Comune di Jesi per richiedere, su mandato della Magistratura, la documentazione inerente il progetto per la costruzione di una palazzina ERAP in Via Tessitori, nel quartiere San Giuseppe». Così il Movimento 5 Stelle di Jesi dopo il blitz dei finanzieri riguardo il progetto della struttura.

«Già nei primi mesi del 2017 presentammo un esposto/segnalazione alla Procura della Repubblica di Ancona, a firma dell’ex capogruppo del M5S Jesi per evidenziare alcune incongruità fra le tesi dell’Amministrazione Comunale e quelle di alcuni cittadini residenti, apparse sulla stampa e portate all’attenzione del Consiglio Comunale. Da una parte, il Sindaco Bacci continuava a sostenere che uno stop ai lavori da parte del Comune avrebbe comportato un’esposizione a richiesta danni ingente a carico dell’intera collettività cittadina e del bilancio comunale. Dall’altra parte, è stata più volte manifestata da parte di alcuni cittadini la sussistenza di presunti gravi vizi o illegittimità nella procedura adottata. In tale ipotesi, il danno per la comunità si sarebbe potuto caratterizzare proprio dal procedere con la realizzazione dell’opera».

«Si era infine sostenuto che L'ERAP - concludono i 5 Stelle - non avrebbe avuto più titolo a beneficiare del contributo regionale di 1.950.000 euro, in toto o per la parte non spesa, per la costruzione dell'edificio, perché i lavori non sarebbero stati iniziati entro il 31 luglio 2015 (scadenza dell'ultima proroga concessa ai fini del mantenimento del contributo). Dispiace prendere atto che ora, probabilmente, si è arrivati al punto di far stabilire alla Magistratura la correttezza degli iter e la sussistenza delle eventuali responsabilità personali all’interno del Palazzo. Crediamo sia sempre grave quando la politica anziché affrontare fino in fondo i problemi e chiarire preventivamente se vi siano o meno responsabilità o vizi nelle procedure, scelga per ragioni di consenso o di mera contrapposizione sterile, di abdicare a tale ruolo, costringendo i cittadini a ricorrere alle sedi di tribunale per vedere rispettati i propri diritti. Ci auguriamo che questo episodio insegni alla maggioranza jesina ad accettare il dialogo in Aula con il M5S invece di chiudersi per debolezza politica nella bocciatura perenne di qualsiasi proposta».

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