Terremoto, Terzoni (M5S): «Casette scandalo epocale»

Così Patrizia Terzoni, portavoce del Movimento 5 Stelle presso la Camera dei Deputati sulle cosiddette "casette rosse"

«Ci è voluto che venisse resa nota la famigerata intercettazione che riguarda Vito Giuseppe Giustino, il numero uno della coop “L’Internazionale” di Altamura che a edifici appena crollati se la rideva e di gusto pensando alle commesse che il sisma del Centro Italia gli avrebbe portato, per aprire centinaia di occhi sul disastro delle cosiddette “casette rosse”». Così Patrizia Terzoni, portavoce del Movimento 5 Stelle presso la Camera dei Deputati. 

«Sì, proprio quelle che ora solo a nominarle fanno venire scatti di collera a quasi tutti i sindaci del cratere sismico, visto che dopo undici mesi ne sono arrivare 396 su 3830. Dopo essersi imbattuti nella miseria umana di Giustino, ora i primi cittadini chiedono la revoca dell’appalto per le cosiddette Soluzioni Abitative d’emergenza al Cns, quel “Consorzio Nazionale servizi” di cui “L’Internazionale” di Giustino è una delle 200 cooperative socie. Ebbene: il M5s quella revoca la chiese già cinque mesi fa con un’interrogazione a mia prima firma, ma fu quasi spernacchiato e tacciato di disfattismo di fronte all’emergenza. Purtroppo poi la storia si è presa l’incarico di darci ragione: problemi nel reperimento dei materiali, ritardi biblici nella costruzione di queste benedette casette e difficoltà ad individuare zone idonee dove piazzarle. Francamente il Cns abbiamo imparato a conoscerlo negli ultimi anni: fino al 2014 nel consiglio di sorveglianza dello stesso sedeva un certo Salvatore Buzzi, il padre padrone della romana cooperativa “29 giugno” ora al fresco a Rebibbia per corruzione nell’inchiesta che fino a pochi giorni fa veniva chiamata “Mafia Capitale”. Per questo all’epoca tante cose non ci tornavano: piangere oggi sul latte versato serve a poco. Ci spiace soltanto per i poveri sfollati che dopo un anno albergano ancora a 80 km dal loro comune di residenza: questa delle soluzioni abitative d’emergenza è una vergogna grande una come una casa, ma non per chi deve vigilare su certe gare d’appalto e sulla loro regolarità. Costoro la vergogna non sanno neanche cosa sia».

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