Sversamenti in mare, se ne riparla nel 2020: «Investimento da 40 milioni»

L'assemblea del servizio idrico ha prodotto il report annuale e annuncia investimenti ma la questione dei reflui fognari che finiscono in mare non è prevista nell'immediato

la fogna che sversa in mare dopo la pioggia

Occorrerà attendere almeno il 2020 per vedere qualche soldone dall'Aato 2, l'Assemblea di ambito territoriale che si occupa del servizio idrico nella provincia di Ancona, per risolvere la questione degli sversamenti fognari in mare che mina le estati, a colpi di divieti di balneazione, di Ancona e Falconara. E' quanto emerso durante la presentazione del report 2018 dell'assemblea. Nel 2019 si investirà sul sistema degli invasi e sui sistemi di depurazione che, al momento, sono sotto infrazione europea. «Risolta questa priorità - ha spiegato il direttore Massimiliano Cenerini - bisognerà affrontare il nuovo tema che non potrà essere affrontato puntando solo sulla tariffa: il problema degli sversamenti sulla costa per i quali occorre un progetto complesso che richiede un investimento di circa 40 milioni di euro». Qualche soldino lo aveva annunciato nei mesi scorsi il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli: 500mila euro da Multiservizi, un paio di milioni promessi dal Cipe. Briciole. Ma che, ragionando a stralci, sono un inizio. In generale l'annata idrica non è andata male. «L’anno passato è stato meno siccitoso del precedente e quindi si sono avute meno criticità a livello nazionale ma nel nostro territorio, invece, con accorgimenti gestionali oculati continuiamo ad offrire ai cittadini un servizio di buon livello e senza intoppi» ha illustrato Cenerini. 

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I lavori sono stati aperti da Andrea Bomprezzi, sindaco di Arcevia e presidente dell’Aato2 che ha coordinato gli interventi. «La nostra Aato che copre tutto il territorio provinciale, è ben gestito e c’è molta collaborazione tra i 43 sindaci dei comuni – ha detto – e questo è un dato positivo che non va dato per scontato. Nel nostro territorio di competenza grazie alle sorgenti sotterranee ed a scelte gestionali corrette, abbiamo contenuto le criticità, ma va posta una riflessione seria sulla necessità di migliorare ulteriormente la resilienza del sistema». Gli investimenti sono di circa 21 milioni l’anno. Presentato anche il report sui rifiuti. I dati sono in crescita: in 31 comuni dell’Ata si è superato il 65% mentre in 7 comuni si è oltre il 60%. «I risultati sono buoni perché si è investito nella raccolta domiciliare spinta e nell’impiantistica – ha detto Luigi Cerioni, sindaco di Cupramontana e presidente della Provincia di Ancona - Il consiglio di stato ha annullato la sentenza di affidamento della gestione ma già nell’assemblea di ieri ci si è dati appuntamento a breve per riaffermare la gestione pubblica in house». 

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