Bagarre sui soldi del terremoto: «Il bancomat di Ceriscioli». La replica: «Ascoltati i territori»

«Milioni di euro distratti dalle aree terremotate, la Giunta Ceriscioli usa i fondi dedicati al Sisma2016 per altri scopi», la denuncia di Patrizia Terzoni, M5S

«I fondi del Sisma2016 vengono usati come un vero e proprio bancomat dalla Giunta Ceriscioli che li usa addirittura fuori dal cratere per accontentare consorterie varie». Sui 248 milioni in più del Fondo sociale europeo per rilanciare le Marche dopo il terremoto arriva il mini dossier della deputata 5 Stelle Patrizia Terzoni che mette all'indice non solo le piste ciclabili ma altre spese «ben più gravi». «Nessun programma specifico di attività incentrato sul rilancio del turismo delle aree colpite dal sisma - prosegue la parlamentare grillina - ma il finanziamento delle attività generali di promozione turistica delle Marche a cui bisognava indirizzare i fondi ordinari e non certo quelli dedicati al cratere, ottenuti specificatamente per questa finalità. La giunta delle Marche così finanzia con i soldi del sisma iniziative che saranno pure lodevoli ma che nulla hanno a che fare con il rilancio economico delle aree terremotate. Si va dal finanziamento alla mostra di Sgarbi ad Urbino al festival rossiniano a Pesaro, a cui la regione ha assegnato 300mila euro dei fondi del sisma. Quanto abbiamo scoperto è una vergogna assoluta. Questi denari devono essere spesi esclusivamente per iniziative specifiche per le aree terremotate e basta. Inoltre serve un programma di interventi coerente per il rilancio economico del cratere. Il Patto per la Ricostruzione appena firmato dalla Giunta e che potrebbe influenzare anche la futura programmazione per 1,7 miliardi è stato redatto in maniera poco partecipata, con un numero limitato di portatori d'interesse che hanno presentato idee progettuali, chiuso al contributo di altri soggetti». 

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Non si fa attendere la replica da Palazzo Raffaello. «Ci sorprende il fatto che un movimento politico come quello dei Cinque Stelle non riconosca il valore della rappresentanza democratica e della concertazione. La nostra è un’altra cultura politica, ascoltare tutti per prendere la migliore decisione possibile. Chi ha partecipato alla costruzione del progetto rappresenta oltre 900mila persone.  Se guardiamo ai numeri: sono 400mila gli iscritti ai sindacati, 45mila gli studenti, 135mila gli iscritti alle associazioni di categoria, 350mila soci della cooperazione. Hanno partecipato inoltre le province, le diocesi delle Marche, il parco dei Sibillini. Infine tutti i sindaci della regione sono stati intervistati uno per uno.  Tutto questo a dimostrazione che il Patto per lo sviluppo non ha escluso nessuno anzi è il frutto di un lavoro preparatorio, una sottoscrizione e una condivisione ampia da parte di tutti i soggetti che, a vario titolo, hanno lavorato durante il terremoto e nelle prime fasi della ricostruzione, per la crescita della comunità marchigiana. Il risultato è il grande patrimonio di progetti che potremo realizzare con una strategia virtuosa di investimenti e per questo chiediamo l’impegno anche dell’onorevole Terzoni e del governo».

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