Pubblico impiego, lavoratori in sciopero il 20 maggio: ad Ancona arriva Faverin

Circa 70mila tra dipendenti degli uffici pubblici, della sanità, della scuola in piazza per protestare contro il mancato rinnovo del contratto che risale al 2010

Sono 69mila i lavoratori pubblici che venerdì 20 maggio si fermeranno in sciopero per protestare, tra le altre cose contro il contratto nazionale di lavoro fermo dal 2010. Funzione Pubblica e Scuola, attraverso gli hashtag #contrattosubito e #Iascuolavera si ritroveranno davanti alla Prefettura di Ancona per poi convogliare al ridotto del Teatro delle Muse dove è previsto l'intervento del segretario nazionale della Fp Cisl, Giovanni Faverin. «I cittadini visti i tempi di crisi – spiega Luca Talevi, segretario regionale Cisl per il pubblico impiego - chiedono più pubblico perché non hanno soldi per accedere alle prestazioni private. La nostra è anche una battaglia per la salvaguardia dei servizi che il pubblico può e deve dare». Sulle ragione della protesta i sindacalisti hanno consegnato un documento al presidente del consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, il quale si è impegnato portarlo in aula.

Sindacati che non sono contrari alle riforme ma che chiedono un coinvolgimento. «La riforma si fa con i lavoratori, non contro» è il monito di Alessandro Pertoldi, Cgil, mentre Carlo Santini, Uil, fa notare come il comparto sia operoso nonostante «un'esigua minoranza di fannulloni. A fronte di un mascalzone che ruba lo stipendio – dice - ci sono centinaia di migliaia di lavoratori che continuano a dare servizi nonostante un contratto rimasto fermo da anni». Parteciperanno i dipendenti pubblici ma anche quelli della sanità pubblica e privata, del terzo settore e cooperative sociali, oltre 43 mila nelle Marche, e della scuola marchigiana, 26 mila dipendenti fra docenti e personale Ata

"Il personale della scuola ha perso circa 2700 euro lordi l'anno in potere di acquisto senza il rinnovo del contratto – attacca Claudia Mazzucchelli, Uil Scuola – senza contare tutte le problematiche legate a leggi, come la cosiddetta "buona scuola", che danno risposte sbagliate a problemi irrisolti, riducono gli spazi di collegialità e partecipazione, puntano a spezzare i tradizionali legami di solidarietà tra lavoratori e mettono a rischio il rapporto di fiducia tra scuola e società". Domani, mercoledì 11 maggio, altra manifestazione sotto la Regione Marche. In sciopero i dipendenti della Stella Maris, casa di cura privata di San Benedetto del Tronto: 100 lavoratori che da 7 mesi non percepiscono lo stipendio e che «dopo aver depositato istanza di fallimento, al momento sospesa in attesa che si conosca l’esito del concordato preventivo, proseguono ora nella sacrosanta rivendicazione delle spettanze maturate» spiega Alberto Beltrani della Cgil.

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