Piano strategico: dieci anni per rilanciare e recuperare l'identità di Ancona

Il piano strategico della città ha come obiettivo il cambiamento entro il 2024. Un percorso che prevede la partecipazione di cittadini, imprese e pubblica amministrazione. Il piano verrà steso in un anno, poi sarà data vita ai progetti

Dare un volto nuovo ad Ancona entro il 2024. E' questo l'obiettivo del piano strategico della città. Non si tratta di un piano urbanistico ma di un percorso nel quale cittadini, imprese e pubblica amministrazione sono chiamati a cooperare per delineare una visione comune di futuro. Sarà un modo per capire quali sono i driver economici, come migliorare l'attrattività dal punto di vista turistico, far funzionare meglio il rapporto tra pubblica amministrazione e impresa, migliorare l'ambiente, valorizzare le risorse, il patrimonio culturale e artistico della città. Il rilancio avverrà attraverso l'attivazione di un percorso partecipato finalizzato all'ascolto della comunità, alla riappropriazione dell'identità cittadina da parte dei suoi abitanti e all'individuazione delle linee strategiche per lo sviluppo di Ancona. Obiettivi più che ambiziosi, insomma.

«E' l'occasione per costruire la nostra visone del futuro di Ancona. Nostra della comunità, saranno infatti chiamati tutti i cittadini a partecipare. Quindi oggi non ci sono i contenuti di cosa sarà Ancona tra 10 anni, lo definiremo con questo percorso» commenta il sindaco Valeria Mancinelli.

Il piano strategico prevede tre fasi da attuare entro un anno. La prima è la redazione del documento metodologico per il processo del Piano; la seconda è la realizzazione del processo di partecipazione con la città. In pratica sarà svolta un'indagine del contesto territoriale con il metodo del conflict assessement svolta attraverso la realizzazione di interviste gestite in modo informale ai principali attori istituzionali e locali coinvolti nel piano strategico.

Le interviste dovranno evidenziare la mappatura dei principali soggetti pubblici e privati interessati al processo; gli interessi e le posizioni espresse dai diversi attori rispetto alla città di Ancona e ai temi individuati nella fase preliminare; le posizioni degli attori rispetto al processo stesso di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini; le risorse di cui i soggetti possono disporre per favorire o meno il processo; le eventuali posizioni o progetti alternativi.

«Per il momento abbiamo raccolto le testimonianze di 10 personalità. Da queste è emerso un radicamento molto forte ma c'è immobilismo e assopimento- spiega Iolanda romano, architetto e incaricata dall'Amministrazione di predisporre il documento metodologico del Piano-. C'è una crisi vocazionale, difficoltà ad individuare il ruolo per i prossimi anni. Insomma, Ancona non sa che cosa fare per tirarsi fuori da questa stasi».

La seconda fase prevede poi la progettazione di un evento di start "Open Space Technology OST" aperto a tutti i cittadini, da realizzarsi per l'avvio della pianificazione strategica. Infine, l'organizzazione di tavoli di lavoro con i cittadini e gli stakeholders sui temi selezionati dall'indagine del contesto e decisi nell'ambito dell'evento di start.

La terza fase riguarderà la redazione del documento strategico da parte della AC sulla base dei risultati della seconda parte. Il Piano Strategico è finanziato dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.

«Questa prima fase è costata 5mila euro. Le risorse effettive per dare corpo poi ai progetti sono da individuare» afferma l'assessore Ida Simonella. Presentato anche il logo realizzato dalla Lirici Greci e che accompagnerà tutte le attività del piano.

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