Caso Caglioti, Eliantonio (Fdi): "Metodi da Unione Sovietica. C'è chi ha interesse ad insabbiare l'indagine?"

Sull'inchiesta sulla corruzione in Comune e sul caso Caglioti interviene anche il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Angelo Eliantonio, che poi prosegue

Angelo Eliantonio

"Il terremoto che sta scuotendo l'amministrazione Mancinelli sembra essere solo all'inizio. Parallelamente alla crisi politica generata infatti dall'inchiesta, stanno emergendo aspetti gravissimi e non del tutto inattesi rispetto all'attività di indagine che ha visto in prima linea il nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia Municipale coordinato dal maggiore Caglioti, il quale è stato oggetto di un procedimento disciplinare di sospensione per 10 giorni e "colpevole" di aver tutelato il segreto investigativo nei riguardi della Comandante Rovaldi". A dirlo è il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Angelo Eliantonio, che poi prosegue.

"La stessa avrebbe, in tempi e modi irrituali, insistentemente cercato di avere notizie nel merito. Era il Giugno 2019 quando difendevamo il maggiore Caglioti in Consiglio comunale dopo il suo declassamento e lodavamo l'attività di indagine del suo nucleo di PG che stava per essere ridimensionato in termini di organico. Abbiamo appreso ora che in quel periodo eravamo nel vivo dell'indagine esplosa in questi giorni. Come volevasi dimostrare. Pura casualità o strana coincidenza? Perchè la Comandante Rovaldi ha sostituito poi due agenti appartenenti al suddetto nucleo PG che hanno contribuito in maniera importante all'attività investigativa? C'è qualcuno che forse ha interesse ad insabbiare un'indagine che sembra dover rivelare ancora tantissimo rispetto al "sistema Ancona"? Sono domande legittime mentre nel frattempo appare chiaro che le nostre perplessità riferite ai presunti diktat e alle epurazioni nel Comando della Polizia Locale erano fondate. Quando il sistema trema il sistema agisce con forza; questa volta con metodi da Unione Sovietica".

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