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Il presidio ieri ad Ancona

Il presidio ieri ad Ancona

Un altro sabato di protesta per le mascherine tricolori: «Conte nemico del popolo»

Le manifestazioni si sono svolte in tutte le regioni italiane, e ad Ancona si è scelto il Passetto come luogo della protest

Un altro sabato di protesta delle Mascherine Tricolori ad Ancona. Come in altre città italiane, decine di manifestanti sono scesi in piazza contro il governo Conte, accusato di essere incapace di affrontare la crisi economica e sociale. Le manifestazioni si sono svolte in tutte le regioni italiane, e ad Ancona si è scelto il Passetto come luogo della protesta. 

“E’ dall’inizio del lockdown che gli italiani aspettano risposte. - si legge in una nota stampa - Sono passati più di tre mesi e ancora dobbiamo ascoltare gli annunci di Conte a base di fuffa, false promesse e inutili bonus monopattini. Ci sono lavoratori che ancora aspettano la cassa integrazione, imprenditori e commercianti che non riusciranno a riaprire, mentre nei prossimi mesi rischiamo di avere milioni di disoccupati. In questo scenario devastante dobbiamo anche leggere dei fantasmagorici piani elaborati da “mister task force” Vittorio Colao, che con le sue intuizioni geniali pensa di tassare ulteriormente i prelievi di contanti e di promuovere la propaganda gender nelle scuole. Siamo imprenditori, commercianti, lavoratori, disoccupati, genitori, semplici cittadini. E abbiamo delle rivendicazioni chiare: sanatoria per tutte le multe elevate durante l’emergenza sanitaria, stop alle tasse per le imprese per tutto il 2020, soldi a fondo perduto erogati direttamente dallo Stato senza passare per le banche, liquidità immediata per le famiglie e le fasce più deboli della popolazione, piano di intervento straordinario per salvare il settore del turismo che rischia letteralmente di scomparire, aiuti massicci e regole meno stringenti per bar, ristoranti, palestre e tutte quelle attività che rischiano di chiudere prima ancora di riaprire, un piano per far ripartire veramente la scuola e garantire una formazione, nessun prolungamento per lo stato d’emergenza, nessuna altra cessione di libertà alla dittatura sanitaria. Questo governo deve andare a casa, la parola torni al popolo”.

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