Lega contro i Democratici: «L'economia regionale crolla mentre Mangialardi pontifica»

Il segretario regionale della Lega, Riccardo Augusto Marchetti insieme ai consiglieri regionali Zaffiri, Malaigia, bPuntaroni e Carloni attaccano il candidato Governatore del centrosinistra

Riccardo Augusto Marchetti

«L’economia regionale è in ginocchio e in due mesi il fatturato delle imprese è calato di 180 milioni. Nel frattempo il Partito Democratico tenta di nascondere i risultati fallimentari di questi cinque anni ed i cespugli del centrosinistra si azzuffano per un posto al sole arrivando a voler cambiare persino la legge elettorale regionale. Il candidato Mangialardi è il frutto di un accordo tra le correnti del Pd che si preoccupano più degli equilibri interni che delle imprese marchigiane lasciate sole in questi mesi di emergenza». Il segretario regionale della Lega, l'onorevole Riccardo Augusto Marchetti, insieme ai consiglieri regionali Sandro Zaffiri, Marzia Malaigia, Luigi Zura Puntaroni e  Mirco Carloni attaccano il candidato Governatore del centrosinistra Mangialardi dopo l’intervista al Corriere Adriatico, citando i dati emersi dalla pubblicazione del rapporto Trend Marche presentato di recente da Cna, Confartigianato in collaborazione con Ubi Banca

«L’attuale crisi economica marchigiana - prosegue - non è solo il frutto dell’emergenza Covid-19, ma nasce da 5 anni in cui una Giunta Regionale senza alcuna strategia non è stata in grado di offrire soluzioni al tessuto della piccola-media impresa marchigiana. I dati economici sono sconfortanti: a marzo e aprile le imprese marchigiane hanno perso 180 milioni di fatturato, in particolare colpendo i settori strategici dell’economia regionale come calzaturiero e il mobile. In questa fase dell’emergenza le imprese sono state lasciate sole, senza alcun intervento da parte della giunta marchigiana, al contrario di quanto hanno fatto tutte le altre regioni italiane. La previsione per il 2020 di una perdita di 425 milioni di euro di fatturato prefigura uno scenario drammatico anche sul fronte occupazionale, davanti al quale occorre una strategia chiara e coordinata e non provvedimenti elettorali come i contribuiti a pioggia decisi dall’attuale Giunta Regionale. Il drammatico calo dell’export delle PMI marchigiane previsto anche nei prossimi mesi aggraverà la situazione e non potrà certamente essere ristorato da qualche contributo a fondo perduto di piccola entità. Servono provvedimenti strutturali inseriti in una strategia complessiva e non interventi spot di pura propaganda».

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Gli esponenti della Lega regionale aggiungono: «In questi 5 anni, mentre le Marche sono retrocesse dal gruppo delle regioni più ricche a quello meno prestigioso delle regioni “in transizione”, il PD ed l’intero centrosinistra non hanno mai neppure provato a proporre riforme che invertissero il declino economico, preferendo autoelogiare l’operato di una Giunta inconsistenze non solo sul tema economico, ma anche su sanità ed emergenza sisma. Le prime dichiarazioni del candidato Governatore Mangialardi sono figlie dell’equilibrismo, e denotano l’assenza di una visione strategica regionale. Sul fronte economico non basta limitarsi a promettere il “quinquennio della svolta”, dopo aver avvallato ed applaudito al “quinquennio dell’inerzia” di una giunta regionale che non è stata in grado di risolvere nessuno dei dossier infrastrutturali regionali. Anche sulla sanità riscontriamo idee contraddittorie da parte di Mangialardi visto che da un lato parla di scelte positive compiute in questi anni, dall’altro chiede di ripensare la medicina del territorio di fatto smontando e smentendo la scelta di Ceriscioli e dei Democratici di chiudere tredici ospedali e di concentrarsi per la costruire grandi ospedali unici provinciali. Il Pd ed il centrosinistra al posto che arrampicarsi sugli specchi cercando di difendere l’indifendibile e tentare di camuffarsi cambiando volto per nascondere il fallimento di questi 5 anni, ammettano le loro responsabilità e la smettano con una propaganda che stride con la drammatica condizione economica in cui versano le imprese marchigiane lasciate da sole ad affrontare una crisi senza precedenti».
 

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