Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica Centro storico / Via Marsala

Fratelli d'Italia contro il decreto "Salva banche", il presidio in via Marsala

I giovani di destra hanno mostrato un cartello con la scritta "Dalle banche una truffa". L’iniziativa regionale si è svolta contemporaneamente anche in altre province province come quella di Pesaro-Urbino e Macerata

Il presidio dei giovani di Fratelli d'Italia

FdI-AN ha manifestato ad Ancona con un flash-mob davanti alla sede di Banca Marche di via Marsala, tra le banche coninvolte nella manovra di azzeramento del capitale dei piccoli e medi aizonisti e obbligazionisti. I giovani militanti, insieme al dirigente nazionale Angelo Eliantonio e al portavoce provinciale di Gioventù Nazionale Francesco Marzocchi, hanno esposto un cartello con la scritta “dalle banche una truffa, dal governo Renzi solo fuffa”, un albero di natale addobbato con manette di plastica e alcuni pacchi regalo contenenti le richieste del movimento. L’iniziativa regionale si è svolta contemporaneamente anche nelle province di Pesaro-Urbino e Macerata.

«Vogliamo evidenziare le controversie e denunciare le responsabilità – il dirigente nazionale Fdi Angelo Eliantonio e il coordinatore provinciale di Giovani Italia Francesco Marzocchi -  in questa drammatica vicenda che ha visto migliaia di risparmiatori inconsapevoli prima essere truffati dalla propria banca e poi perdere tutto per effetto di un decreto, che chiediamo di ritirare, scritto e approvato in venti minuti dal governo. Il dl “salva-banche” prevede un meccanismo per il quale il fallimento delle quattro banche, imputabile alla gestione scellerata degli amministratori precedenti, viene fatto pagare solo agli stessi risparmiatori imbrogliati e non al sistema bancario, che invece li dovrebbe risarcire al 100%. Inoltre, grazie ad un comma, il governo Renzi ha pensato bene di proteggere gli ex vertici, seppur fallimentari, con uno scudo legale contro eventuali azioni di rivalsa ai loro danni da parte di azionisti e obbligazionisti truffati. Ciò che è ancora più inquietante è che ad oggi i responsabili, oltre ad essere ancora a piede libero, possono serenamente tornare nella cabina di regia di qualche istituto di credito dopo aver fatto precipitare miliardi di euro, e centinaia di migliaia di risparmiatori, in una voragine finanziaria. Vogliamo sia fatta giustizia e ci auguriamo presto pene detentive per i responsabili. In questi giorni si parla del presunto conflitto di interessi che riguarda il ministro Boschi ma ce ne sono almeno altri due di carattere strutturale. Il primo è relativo alla vigilanza di Bankitalia, che è mancata irresponsabilmente e che, per questo, vorremmo fosse nazionalizzata. E’ paradossale infatti che il compito di vigilare sulla stabilità delle banche spetti ad una Banca Centrale di proprietà al 94% proprio degli stessi operatori del mercato creditizio assoggettati al suo controllo. Il secondo, consequenziale, riguarda il rapporto fra le banche del territorio e loro fondazioni di riferimento che troppo spesso mettono a rischio la solidità dei bilanci bancari. Per questo chiediamo anche la separazione tra fondazione e banca, non consentendo il passaggio dai vertici dell’una agli organi dell’altra». 

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