2 giugno a Loreto, il sindaco: «Chiediamoci cosa fare per la nostra città»

Il sindaco di Loreto Paolo Niccoletti ha celebrato la Festa della Repubblica al Parco della Rimembranza con una cerimonia limitata nelle modalità organizzative ma sempre fondamentale nel ricordare i valori fondanti di un Paese e di una comunità

Paolo Niccoletti (foto di repertorio)

LORETO - «Il 2 giugno è la Festa della Repubblica, e quindi dei valori fondanti della nostra comunità nazionale, come la libertà, la democrazia e la partecipazione, per questo la commemorazione di oggi è utile alle istituzioni repubblicane per ricordare l'importanza di questi valori ed anche di principi basilari come la scuola, il lavoro per tutti e il servizio sanitario per tutti. Ed oggi, in una fase come quella attuale in cui stiamo lentamente uscendo da un momento grave e complicato come la pandemia provocata dal Coronavirus, abbiamo compreso ancora di più l'enorme portata di tali valori, cui siamo stati costretti a rinunciare per diverse settimane». Il sindaco di Loreto Paolo Niccoletti ha introdotto con parole particolarmente sentite la celebrazione del 2 giugno, una Festa, quest'anno, limitata nella modalità di organizzazione ma certamente non nei principi, soprattutto quando Niccoletti si rivolge ai cittadini di Loreto.

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«Come appartenenti ad una comunità ferita dalla pandemia nel profondo, dobbiamo chiederci, ancora di più che in passato, che cosa possiamo fare per Loreto e per gli altri, come possiamo contribuire alla sua crescita, anche con piccoli ma significativo gesti, così come possiamo e dobbiamo chiederci  come poterci prendere cura dei nostri concittadini che sappiamo più in difficoltà». Si celebra, quindi, la Festa di un Paese, ma anche della città, indica il sindaco, con il rammarico di non poter vedere in piazza, per motivi di  distanziamento sociale e come precauzione collettiva, i protagonisti specifici di questa giornata di festa, ovvero «gli anziani che hanno dato il proprio indispensabile contributo alla costruzione delle Repubblica uscendo da un altro drammatico periodo storico come la guerra, e che sono stati i testimoni e gli artefici di quei valori fondanti del nostro Stato». Altri assenti ‘giustificati’, «i diciottenni, che ogni 2 giugno onorano l'originale e prestigiosa tradizione, tutta lauretana, del giuramento di fedeltà alla Repubblica». Quest'anno i giovani del 2002 sarebbero stati 123, non hanno potuto giurare a causa del Coronavirus «ma stiamo individuando una data a luglio per recuperare una tradizione cui non vogliamo  rinunciare anche perché si tratta di un importante momento di coesione tra la memoria degli anziani e le speranze dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze» conclude Niccoletti. Un modo insomma per guardare al futuro anche con gli occhi di ieri.

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