Territorio e società, Mangialardi: «Ricostruire i rapporti e aprire fase costituente»

Così Maurizio Mangialardi, consigliere del Partito Democratico all'Assemblea regionale delle Marche

Maurizio Mangialardi

ANCONA - «Le cocenti sconfitte subite alle ultime elezioni regionali e comunali rappresentano un duro colpo per il Partito Democratico e più in generale per il centrosinistra marchigiano. L'impegno generoso di tanti dirigenti, militanti e candidati non è stato premiato dai cittadini, anche se da contesto a contesto, varie e diverse tra loro sono state le ragioni di questi insuccessi. Una complessità di cui non si può non tener conto e che dovrà obbligatoriamente essere affrontata con serietà, consapevolezza e la necessaria determinazione affinché possano porsi già da ora le basi del rilancio». Così Maurizio Mangialardi, consigliere del Partito Democratico all'Assemblea regionale delle Marche.

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«Di certo ciò che non è utile ora a questo scopo è drammatizzare il confronto interno, fino al punto di  preludere un intervento del partito nazionale. A nessuno sfugge la difficoltà della fase, così come l'urgente bisogno di correggere gli errori che la hanno determinata. Ma questo deve avvenire attraverso una riflessione capace di approfondire i limiti palesati dal Partito Democratico a ogni livello di fronte a temi rivelatisi decisivi come la crisi bancaria, la riorganizzazione sanitaria e la lentezza della ricostruzione post sisma. Questioni, giova ricordarlo, che non escludono responsabilità istituzionali anche di carattere nazionale. In questo momento il commissariamento sarebbe non solo una soluzione inadeguata, ma anche un ostacolo nella ricostruzione di forti legami con il territorio e la società. Da parte mia ringrazio il segretario Giovanni Gostoli per il lavoro svolto in una situazione così complicata e auspico che si apra una fase costituente e congressuale, in cui gli organismi attualmente in carica si presentino dimissionari, per avviare un processo politico volto a rinnovare e rendere più aperto non solo il nostro partito, ma l'intero centrosinistra della nostra regione. Un percorso collettivo che per raccogliere i risultati auspicati non può che essere frutto dell'intelligenza, della competenza e della passione delle democratiche e dei democratici marchigiani».

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