«Rischio paralisi della mobilità»: mozione di Fabbri (M5S) per una Rete di emergenza

«La Fase 2 necessita di un tavolo regionale di coordinamento sul trasporto pubblico per evitare assembramenti e la ripartenza del contagio» spiega Fabbri

Foto Ansa

«Quando nelle prossime settimane le restrizioni alla mobilità cesseranno, consentendo alle attività economiche di riprendere, si prevede una inevitabile impennata del traffico veicolare, che resterà elevato per tutta l’estate e registrerà un secondo picco più intenso in settembre, alla riapertura delle scuole. Lo scenario più probabile è una paralisi della mobilità in corrispondenza delle città, ed il collasso per mancanza di parcheggi. Infatti in Cina nella regione di Whuan dopo la riapertura completa delle attività economiche e sociali, si è registrato il raddoppio dell’utilizzo dell’auto privata ed il dimezzamento dell’utilizzo di Bus/Treni/Metro. Inoltre i documenti governativi indicano la necessità di osservare scrupolosamente le distanze di sicurezza tra i passeggeri e questo ridurrà pesantemente la capacità di trasporto dei mezzi pubblici sia su gomma che su ferro. Servono delle Reti di mobilità di emergenza cittadine in corrispondenza delle zone a maggior traffico».

A dirlo è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Piergiorgio Fabbri che, nel via alla fase 2 dopo il lockdown, pone l’attenzione sulla mobilità. Per questo ha presentato un mozione nel consiglio regionale previsto per domani affinché si istituisca un tavolo di coordinamento sul trasporto pubblico locale, al quale partecipino regione, province, comuni, gestori del servizio, sindacati, associazioni dei consumatori, enti di ricerca. L’obiettivo è revisionare il piano regionale dei trasporti, i programmi dei servizi, provvedere alla riprogrammazione degli investimenti, riassegnare i fondi economici disponibili ed assegnarne di aggiuntivi, adeguando criteri e modalità di trasporto, ed individuando soluzioni come le “Reti di mobilità di emergenza cittadine” in corrispondenza delle zone a maggior traffico. 

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«La Rete di Mobilità di Emergenza cittadina potrebbe essere realizzata attraverso il recupero di corsie dedicate sugli assi principali, l’ampliamento delle corsie e delle piste ciclabili, la realizzazione di controviali ciclabili, lo sfruttamento delle corsie preferenziali del TPL anche per biciclette e micromobilità, l’identificazione di itinerari complementari e paralleli - spiega il politico pentastellato - Tutti i tecnici del settore sono concordi sulla necessità di realizzare le seguenti azioni: limitare gli spostamenti mediante il ricorso allo smart working che in queste settimane molte aziende ed enti pubblici sono riusciti ad attivare, diluire il traffico delle ore di punta ampliando la flessibilità oraria di ingresso/uscita dei lavoratori e di apertura degli esercizi commerciali; assicurare la sicurezza sanitaria del servizio di trasporto mediante il distanziamento personale sia sui mezzi che nelle fermate e stazioni; creare una Rete di Mobilità di Emergenza cittadina, di concerto con i Comuni e le Province, per stimolare l’utilizzo di mezzi di trasporto di dimensioni ridotte ed ecologici; migliorare la pedonalità per garantire il distanziamento sociale; potenziare la gestione delle Zone a Traffico Limitato e mantenere i parcheggi a pagamento per disincentivare l’uso delle auto private. A questo punto occorre elaborare con estrema urgenza una nuova politica di gestione del trasporto pubblico locale, che eviti il collasso per traffico delle nostre città soprattutto costiere. Contemporaneamente, di concerto con la aziende di trasporto, oltre a fornire un sostegno per uscire dalla crisi, occorre incentivare un’offerta di trasporto flessibile, consistente ad esempio in servizi personalizzati, a richiesta, point to point (da un terminal ad un generatore di traffico), tipo executive da svolgersi su alcune linee e con la possibilità di saltare delle fermate con tariffazione differenziata, servizi di trasporto dedicati (ad esempio collegamento con le fabbriche) e parallelamente incentivare attraverso la leva fiscale gli accordi tra le imprese e i lavoratori finalizzati ai servizi di trasporto; installare apparati per l’acquisto self-service dei biglietti, predisposizione di App per l’acquisto on line, incentivazione della vendita di biglietti con sistemi telematici; valutare l’applicazione di leve tariffarie per distribuire la domanda».

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