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Riforma dell'Erap Marche, Zaffiri: «La montagna ha partorito un topolino»

Il Capogruppo della Lega Marche in Consiglio Regionale interviene sulla proposta di legge n. 207/2018 di riorganizzazione dell’ERAP Marche

Il Capogruppo della Lega Marche in Consiglio Regionale interviene sulla proposta di legge n. 207/2018 di riorganizzazione dell’ERAP Marche. In una fase di riduzione dei costi della politica e delle poltrone il Partito Democratico presenta una proposta di legge regionale, la n. 207/2018, che intende reintrodurre un Consiglio di Amministrazione nell’ERAP Marche. Dopo questi primi tre anni di legislatura regionale, che la gestione dell’Ente risulti deficitaria è ormai sotto gli occhi di tutti, pertanto conveniamo che vi è la necessità di invertire finalmente la rotta. La proposta di legge 207/2018 però non è sicuramente lo strumento adatto e va completamente rivista perché affronta molto poco il problema della casa per i cittadini marchigiani e tratta solo di poltrone, proponendo soluzioni inaccettabili dal punto di vista politico e persino sbagliate dal punto di vista amministrativo.

Prima di entrare nei dettagli della proposta è necessario comprendere come si è arrivati a questo punto. Per far questo occorre andare indietro nel tempo tornando all’insediamento della Giunta Ceriscioli che, sull’altare di una fantomatica riorganizzazione dell’ERAP mai perseguita né realizzata, ha bruscamente interrotto il percorso di regionalizzazione dell’Ente avviato nel 2012 con la fusione dei cinque ERAP provinciali e la soppressione dei loro consigli di amministrazione. Ma si è trattato della classica montagna che ha partorito un topolino perché, complice l’assenza di una politica regionale della casa, i risultati dell’ERAP sono peggiorati e sono stati molto inferiori alle aspettative. In poco tempo l’ERAP è diventato un ente più statico, scollegato dai territori, con imbarazzanti lentezze palesatesi persino in situazioni di emergenza come la realizzazione delle SAE per i terremotati. Dunque questa proposta, che proviene dalla maggioranza, certifica l’assenza di una politica regionale della casa e il fallimento delle più recenti scelte compiute sull’ERAP Marche.

Nel merito, reintrodurre un Consiglio di amministrazione non risolve i problemi di un ente operativo come l’ERAP Marche e ne aumenta i costi generali di funzionamento, non solo per le indennità e i gettoni di presenza degli amministratori che la proposta pur prevede. Con questa proposta di legge, il Partito democratico dimostra di voler esercitare un’azione di mero potere politico attraverso la nomina diretta da parte della maggioranza di tutti gli amministratori, esautorando in questo modo il Consiglio regionale senza alcuna garanzia di rappresentanza per le minoranze. Una Giunta Regionale che sarebbe chiamata non solo a nominare cinque amministratori monocolore rappresentanti ciascuno di ognuna delle province marchigiane, quasi a sopprimere il carattere regionale dell’ente, ma anche a designarne i dirigenti provinciali, limitando ulteriormente ed in modo significativo l’azione e le prerogative che di norma sono proprie di un Consiglio di amministrazione. In più, ciliegina sulla torta, la Giunta Regionale sarebbe chiamata persino a designare il segretario del nuovo Consiglio di Amministrazione. Questo sicuramente è un esercizio di mero potere politico che nemmeno la prima repubblica si sognava di applicare poiché sempre e comunque rispettosa della rappresentatività delle minoranze.

Quindi, riepilogando, si propone un Consiglio di Amministrazione monocolore PD, composto di rappresentanti provinciali e non regionali, che non può scegliere da solo i dirigenti più adatti e nemmeno il proprio Segretario: una cosa mai vista prima d’ora! Unica nota condivisibile presente con la proposta di legge 207/2018 è l’introduzione, per poter avere la casa popolare, del requisito di avere la residenza o prestare attività lavorativa in un comune della regione da almeno tre anni. Una battaglia da sempre nostra, a garanzia dei cittadini marchigiani, che solo ora a distanza di anni dalla presentazione di analoghe proposte, anche il Partito Democratico, folgorato sulla via di Damasco, fa propria. Questo è il vero terreno da affrontare, conclude Zaffiri, quello dei problemi reali della gente, non quello dei problemi della politica e delle poltrone. Bisogna dettare nuove norme per le assegnazioni, valutando anche ipotesi di graduatorie separate per le diverse categorie sociali. Bisogna pensare a come incrementare gli investimenti ed essere più incisivi nei controlli, togliendo l’alloggio pubblico a chi non ne ha più diritto, recuperandolo a favore di chi ne ha effettivo bisogno. Su questi temi la Lega Marche formulerà osservazioni durante i lavori preparatori e darà battaglia in Consiglio regionale.

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