L'equo compenso garantito per legge, approvata la pdl sottoscritta da Mastrovincenzo

Il Presidente del Consiglio ribadisce la necessità di rimettere il lavoro al centro di tutte le strategie regionali d’intervento. Soddisfazione da parte dei rappresentanti di Ordini e organizzazioni di settore

Per l’equo compenso ora c’è  anche una legge regionale. Un’ulteriore tutela per i liberi professionisti, affinchè venga garantito e promosso il valore delle loro prestazioni. L’Assemblea legislativa, infatti, ha approvato all'unanimità la proposta sottoscritta dal Presidente del Consiglio, Antonio Mastrovincenzo (primo firmatario) e da quello della Commissione sviluppo economico, Gino Traversini.

“L’introduzione dell’ equo compenso, voluta in una prima fase dal legislatore nazionale limitatamente ad alcune categorie – sottolinea lo stesso Mastrovincenzo -  è stata poi estesa ad atri soggetti fino a contemplare nell’intervento complessivo anche i contratti stipulati con la pubblica amministrazione. E’ in questo contesto che si colloca la nostra proposta, frutto di un confronto diretto con gli ordini e le organizzazioni di settore, che hanno contribuito in modo significativo alla elaborazione dell’atto”. Il Presidente non manca di puntualizzare che  “alla base di tutto, resta fermo l’impegno affinchè il lavoro, le competenze e l’equità ritornino ad essere centrali in tutte le strategie regionali d’intervento. Siamo particolarmente soddisfatti  perché  attraverso questo provvedimento le Marche si pongono tra le prime regioni italiane a legiferare in materia”.

I CONTENUTI DELLA PDL

La  proposta di legge è stata illustrata in Aula dai relatori Gino Traversini e Piero Celani, che hanno condiviso il parere positivo sulle finalità della stessa Pdl. Nel dettaglio, l’Ufficio di presidenza dell’Assemblea legislativa e la Giunta regionale vengono chiamati ad adottare atti di indirizzo che garantiscano la promozione e valorizzazione delle attività professionali attraverso il riconoscimento del diritto ad un equo compenso, necessariamente proporzionato alla quantità, alla qualità, al contenuto ed alle caratteristiche della prestazione resa, oltre che conforme ai parametri applicabili alla specifica professione, così come stabilito anche dal legislatore nazionale. Gli stessi parametri dovranno essere utilizzati, quale criterio o base di riferimento, ai fini dell’individuazione dell’importo da porre a base di gara e nei contratti di incarico professionale non dovranno essere inserite clausole vessatorie. Entro il 31 marzo di ogni anno la Giunta regionale dovrà sottoporre all’Assemblea legislativa una relazione che ricomprenda i risultati dell’attività di monitoraggio.  Viene previsto, inoltre, che la Regione promuova l’adozione da parte degli Enti locali di misure atte a garantire quanto stabilito dall’intervento legislativo in questione.

PLAUSO DA PARTE DEGLI ORDINI PROFESSIONALI

Condividono la soddisfazione per il risultato raggiunto anche i rappresentanti degli enti di tutela delle professioni. Secondo Roberto Di Iulio, Presidente dell’Ordine consulenti del lavoro e del Cup (Comitato unitario permanente degli ordini e dei collegi professionali) di Ancona, “finalmente la Regione Marche da un passo importante a difesa della dignità dei liberi professionisti”. Ed aggiunge : “L’abrogazione delle tariffe professionali ha causato veri e propri fenomeni di sfruttamento con la proposta da parte di alcuni committenti, di incarichi professionali a titolo gratuito. Il rispetto dell'art. 36 della nostra Costituzione non è una prerogativa di alcuni, ma un diritto di tutti coloro che lavorano per garantirsi una vita dignitosa. I liberi Professionisti non sono da meno e l'equo compenso è una conquista di civiltà a garanzia della dignità del nostro lavoro”

Tra ordinistici e non  nelle Marche si contano 30.000 professionisti,  come rende noto il Presidente di Confprofessioni Marche, Gianni Giacobelli, che evidenzia l’importanza della proposta approvata anche in relazione all’attuale congiuntura. “Viene definita una misura di maggiore tutela, si fornisce  dignità al lavoro  - afferma – anche nell’ambito di questo comparto, che negli ultimi anni ha fornito un’opportunità a molti giovani che, altrimenti, avrebbero incontrato maggiori difficoltà di inserimento nel mercato occupazionale a causa della crisi economica che fa sentire i suoi effetti. Dopo un lungo lavoro, frutto del dialogo costruttivo con il Consiglio regionale, gli ordini professionali e le rappresentanze sindacali, oggi vede la luce una legge che tiene in grandissima considerazione anche le istanze di Confprofessioni Marche”. Per il Presidente della Federazione Ordini Ingegneri delle Marche, Massimo Conti, “l’equo compenso è il riconoscimento di una professionalità sempre più all’avanguardia e deve essere l’occasione per un aggiornamento continuo dei processi tecnici che interessano circa 17.000 professionisti del settore attivi nelle Marche, garantendo prestazioni di eccellenza”.

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