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Verso le elezioni, come fare per rendere Ancona una città turistica? I candidati sindaco rispondono

Battino, Rubegni, Rubini, Silvetti, Simonella e Sparapani spiegano come fare per incentivare il turismo, valorizzando le potenzialità della città

ANCONA- Ogni venerdì, fino ad ottobre, nel porto di Ancona attracca una nave da crociera della Msc, ma il turismo non è fatto solo di crocieristi. Come incentivare allora l’arrivo e la permanenza dei visitatori? Come rendere Ancona una città turistica? Lo abbiamo chiesto ai sei candidati sindaco.

Marco Battino di Ripartiamo dai Giovani: «Ad Ancona non manca nulla. È una città che ha tutto: storia, cultura, arte. Bisogna valorizzarla. Recuperare luoghi storici che sono ingiustamente abbandonati, creare un marchio Ancona. Noi questo lo diciamo dal 3 marzo, dalla data di presentazione del nostro programma e siamo contenti che adesso qualche altro candidato sindaco lo ripeta. Costruire un marchio Ancona significa programmare un’attività per anni, riuscire a rendere la città attrattiva a livello nazionale ed europeo, aumentare i flussi turistici in maniera sostenibile. Chiaramente è importante saper accogliere il turista ed offrire servizi. È importante quindi formare il personale di contatto, fare rete tra le strutture ricettive in modo che siano in grado di accogliere il turista e di guidarlo durante la sua permanenza ad Ancona». 

Roberto Rubegni di Europa Verde: «Ancona ha delle potenzialità enormi. Deve puntare sia sul capitale naturale che culturale. Ci deve essere una conoscenza delle ricchezze che abbiamo. Per quanto riguarda il capitale naturale, valorizzare il mare del Conero, portare un turismo più sostenibile e costituire l’Area Marina Protetta. È una grandissima opportunità riconosciuta in tutta Europa. È un sito di interesse comunitario che deve essere protetto, invece qui sono 30 anni che ci dicono che la costa del Conero è troppo antropizzata e non è lo strumento adatto. Pensiamo poi che sia importante riqualificare il Parco del Cardeto e farlo rientrare nell’area del Conero. Per quanto riguarda il capitale culturale, puntare sulle identità di Ancona, sul porto, sulla storia, sulla cultura. Il porto storico va valorizzato così come le peculiarità enogastronomiche anconetane».

Francesco Rubini di Altra Idea di Città, sostenuto da Altra Idea di Città e Ancona Città Aperta: «Abbiamo sempre detto che la via maestra non può essere quella del turismo di massa, non possiamo trasformare questo territorio in una Rimini del Conero. Bisogna mettere al centro un turismo sostenibile, di qualità e naturalistico. Costituire una connessione con il tessuto naturalistico della falesia del Conero, delle grotte, del Parco del Cardeto fino ad arrivare a Mezzavalle e a Portonovo. Pensiamo quindi che l’Area Marina Protetta sia un’occasione anche in chiave turistica per fare una piccola “Riserva dello Zingaro”, cioè per riconnettere le bellezze del Conero al centro storico, promuovendo un turismo fondato sull’ambiente, sulle persone e sulle nostre bellezze ed evitando il turismo di massa che è mordi e fuggi, rischia di depauperare il territorio e non lasciare nulla nel lungo periodo». 

Daniele Silvetti, candidato sindaco del centrodestra, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, UDC, Ancona Protagonista, Rinasci Ancona e Civitas Civici: «Per il turismo siamo ancora all’anno zero. È un comparto sostanzialmente dormiente in questa città appannaggio di imprenditori coraggiosi che con la loro formazione e i loro investimenti cercano di dare risposte in termini ricettivi. Il turismo così come è stato concepito finora non lascia alcun tipo di ricchezza sul territorio, anzi è foriero di disinformazione o addirittura di danno dell’immagine di Ancona. Credo che i turisti vadano coinvolti in modo diverso. Innanzitutto valorizzando il patrimonio storico e architettonico della città che non è minore di altre realtà dell’adriatico. Ritengo che vada confortato e consolidato il rapporto con il Conero e la riviera del Conero che costituisce un brand concorrenziale a livello internazionale. E proprio attraverso questo tipo di collegamento con la riviera del Conero si possono trovare gli strumenti per rendere Ancona competitiva dal punto di vista del turismo. Non c’è solo il turismo estivo, balneare, ma ci sono anche altre forme che devono essere sviluppate, come quello degli eventi e dello sport. Sono comparti chiusi nel loro angolo ma noi li vogliamo coordinare in una grande visione del turismo che possa rilanciare Ancona nello sviluppo economico e nella sua immagine».

Ida Simonella, candidata sindaco del centrosinistra, sostenuta da Pd, Ancona Futura, Ancona Diamoci del Noi, Ancona Popolare, Repubblicani per Ancona e Progressisti: «Sulle crociere siamo all’anno zero. Abbiamo anche altri potenziali che possiamo sfruttare. Penso al turismo sportivo, al turismo congressuale, ad esempio utilizzando la Mole. Ci sono operatori privati, albergatori che hanno investito e che quindi ci hanno visto del potenziale. La cosa che possiamo rafforzare è il legame con il Conero, in particolare con Portonovo, che è più legato alla riviera. Portonovo attrae già turisti da fuori e possiamo collegarlo di più alla città. C’è uno strumento fisico che ci aiuterà in questa cucitura: la biciclovia del Conero, siamo prossimi all’apertura. È il modo di arrivare dal Conero alla città con una mobilità dolce. Questo può favorire un turismo sostenibile che può essere interessante per attrare ulteriori turisti ad Ancona, una città ricca di potenziali, come quello architettonico, culturale e archeologico».

Enrico Sparapani del Movimento 5 Stelle: «La priorità del Movimento 5 Stelle è di portare più turisti ad Ancona. Spesso abbiamo portato avanti l’idea dei musei virtuali, cioè andare a ricreare quelle parti mancanti dei reperti storici per fra riviere quello che nel corso di 2.500 anni è andato a mancare, ad esempio dell’anfiteatro romano. Questo può rendere la città appetibile. Realizzare poi app e portali per fra conoscere meglio la città, spot, pubblicità, pacchetti turistici organizzati dal Comune per far arrivare più persone e farle restare. Dobbiamo pensare che ad Ancona mancano alberghi e strutture ricettive e per questo molti, ad esempio, scelgono Senigallia dove c’è più offerta. Gli edifici degradati possono essere riqualificati per far sorgere hotel e alberghi aiutando così gli operatori del settore ed incentivando il turismo».

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