Decreto emanato da Ceriscioli su spiagge, cantieri e verde: le Marche ripartono

Tutte le attività dovranno essere comunicate al Prefetto e dovranno svolgersi nel pieno rispetto delle disposizioni attualmente in vigore in relazione all'emergenza epidemiologica

Foto di repertorio

Il presidente della giunta regionale Luca Ceriscioli ha firmato questa mattina il decreto che contiene gli indirizzi, i chiarimenti e le disposizioni attuative nel territorio della Regione Marche, relativamente alle previsioni del DPCM 10 aprile 2020. «Questo decreto – afferma il presidente Luca Ceriscioli – contiene linee guida molto importanti, che ci consentono di rendere chiara la portata della norma. L’idea di fondo è quella di prepararci alla ripartenza. Per la prima volta, infatti, si concede la possibilità di una azione preparatoria e propedeutica alla riapertura alle aziende che non sono nell’elenco di quelle che possono immediatamente ripartire o nella loro filiera».

Sarà dunque il Prefetto del territorio a dare l’ok, ma si vede la riapertura perché sono consentite le installazioni e gli allestimenti stagionali necessari per l'apertura degli stabilimenti balneari oltre che di piccoli chioschi già autorizzati (quindi senza esecuzione di modifiche o nuove opere), i ripascimenti stagionali e la sistemazione delle spiagge con mezzi meccanici nel rispetto delle seguenti prescrizioni: svolgimento all'interno della concessione demaniale marittima senza interferire con spazi pubblici, l’area di cantiere deve essere segnalata e recintata per impedire l'accesso ad estranei.

Sono consentite le opere minori funzionali alla manutenzione delle attività economiche sospese, cioè attività edilizia libera per le imprese e le opere edilizie per le quali è sufficiente la CILA (Comunicazione inizio lavori asseverata). 

Sono consentite le prestazioni artigianali rese da terzi per interventi di manutenzione a bordo di imbarcazioni da diporto all’ormeggio.

E’ consentita la piena operatività dei cantieri relativi alla realizzazione di opere pubbliche relative al rischio idrogeologico, finalizzate al ripristino dei danni conseguenti ad eventi alluvionali e, più in generale, alla mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico e alla difesa degli abitati dall'azione del mare.

Per quanto riguarda la cura del paesaggio, nel novero delle attività consentite devono ritenersi compresi anche: la manutenzione del verde pubblico e privato; la cura e la manutenzione di parchi e giardini per edifici pubblici e privati (scuole, ospedali, edifici amministrativi, chiese eccetera), terreni comunali (parchi, aree verdi, cimiteri eccetera), aree verdi per vie di comunicazione (strade, linee ferroviarie e tranviarie, vie navigabili, porti, aeroporti), edifici industriali e commerciali, manutenzione di campi sportivi (campi di calcio, campi da golf eccetera), campi da gioco, aree per solarium ed altri parchi per uso ricreativo, acque lacustri e correnti (bacini, bacini artificiali, piscine, canali, corsi d'acqua, sistemi di scolo), per la sua valenza di tutela del patrimonio arboreo e colturale al fine di prevenire fitopatie; il taglio del bosco per legna da ardere, la coltivazione di piccoli appezzamenti (poderi, orti, vigneti) o la conduzione di piccoli allevamenti di animali da cortile finalizzati al sostentamento familiare da parte di agricoltori non professionali, purché svolte con modalità tali da evitare assembramenti di persone, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale.

Sono consentite infine le attività di manutenzione e propedeutiche alla consegna dei mezzi navali da diporto già allestiti da parte dei cantieri navali ed il loro spostamento dal cantiere all'ormeggio, previa comunicazione al Prefetto ed alla Autorità Marittima competente ed ottenuto l'assenso delle parti sociali.

Tutte le attività dovranno essere comunicate al Prefetto e dovranno svolgersi nel pieno rispetto delle disposizioni attualmente in vigore in relazione all'emergenza epidemiologica. «E’ fondamentale – conclude il presidente – che in tutte le attività consentite siano osservate al massimo le condizioni di sicurezza sanitaria. E’ giusto ripartire, ma non mettendo a repentaglio i buoni risultati ottenuti. Abbiamo aperto la giornata di oggi con una notizia molto buona sui tamponi: solo 77 su più di mille esaminati sono risultati positivi alle analisi di laboratorio. Questi risultati non devono essere vanificati. Tutti coloro che hanno l’opportunità di ripartire, o di prepararsi a farlo, devono dimostrare lo stesso senso di responsabilità che ci ha portato ai buoni risultati di oggi, per non mettere a repentaglio il presente e soprattutto per contrarre al massimo i tempi necessari per la ripresa futura».

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