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Dramma case di riposo nelle Marche, Canale (Cisl): «Sono morte oltre 200 persone»

A dirlo in una nota e' il segretario regionale della Federazione pensionati (Fnp) della Cisl, Mario Canale, che esprime tutte le sue perplessita' sulla gestione dell'emergenza Coronavirus nelle case di riposo marchigiane

ANCONA - «Oggi si parla molto dell'alto numero di decessi nelle strutture residenziali sociali e socio sanitarie regionali, che ospitano circa 9.500 anziani. Piu' di 200 persone sono morte al loro interno, su un totale di quasi 900 morti in tutta la regione». A dirlo in una nota e' il segretario regionale della Federazione pensionati (Fnp) della Cisl, Mario Canale, che esprime tutte le sue perplessita' sulla gestione dell'emergenza Coronavirus nelle case di riposo marchigiane.

«Sin dai primi momenti dell'emergenza e' stato subito evidente come l'infezione da Covid fosse particolarmente pericolosa per le persone anziane- premette Canale-. Nonostante cio' nessuno si e' preoccupato di intervenire tempestivamente nei confronti delle Case di riposo, delle Residenze protette e delle Rsa per metterne in sicurezza gli ospiti. Se aziende ospedaliere come quelle di Ancona e Pesaro erano gia' entrate in grande sofferenza, come avrebbero potuto queste strutture, spesso piccole e con un'assistenza medica minimale, far fronte ad un virus cosi' pericoloso e diffusivo? La Fnp Cisl ricorda la circolare emanata dalla Regione Marche il 10 marzo. Non tutte le direzioni delle strutture hanno potuto o voluto applicarla subito. Oggi la magistratura ha avviato indagini per verificare eventuali responsabilita', anche penali. Ma il dramma si e' gia' consumato e a noi non resta che chiederci perche' migliaia di persone sono state lasciate sole in luoghi in cui era prevedibile che il virus avrebbe potuto farne strage? La diffusione del virus ha prevalso nelle strutture piu' piccole dove l'isolamento dei pazienti positivi e' stato reso impossibile dalla mancanza di spazi e di personale dedicati. Dai racconti di infermieri e familiari e' emersa scarsita' di Dpi e mancata formazione degli operatori».

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