Decreto Rilancio, proposta per semplificare l’erogazione della Cig in deroga

Lo riferisce l’assessore al Lavoro Loretta Bravi. L’articolo 74 del Decreto Rilancio dovrebbe prevedere la modalità di istruttoria delle richieste che la Regione ha consigliato e condiviso con la Direzione regionale Inps

Loretta Bravi

ANCONA - «Abbiamo avuto rassicurazioni che il Decreto Rilancio, all’approvazione del Governo nazionale, conterrà le semplificazioni suggerite dalla Regione Marche per ridurre i tempi di erogazione della Cassa integrazione in deroga». Lo riferisce l’assessore al Lavoro Loretta Bravi. L’articolo 74 del Decreto Rilancio dovrebbe prevedere la modalità di istruttoria delle richieste che la Regione ha consigliato e condiviso con la Direzione regionale Inps, portata poi all’attenzione del presidente nazionale dell’Inps, Pasquale Tridico.

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La proposta delle Marche supera la prevista doppia autorizzazione Regione e Inps, consentendo il pagamento diretto ai lavoratori delle integrazioni salariali successivamente alla presentazione della domanda alla Regione.  «Tecnicamente – spiega l’assessore Bravi - l’erogazione della Cig in deroga ha tempi tecnici incomprimibili che, in una fase di emergenza, possono essere confusi con ritardi o lungaggini di cui nessuno è, però, responsabile, in quanto fanno parte della procedura. La nostra proposta, se possibile, sarebbe un Cavallo di Troia che aggira gli ostacoli normativi”.  Nella procedura della Cig in deroga è apparso evidente che l'attestazione del Modello SR41 (quello da compilare per ottenere il pagamento diretto ai lavoratori delle integrazioni salariali) e il conseguente invio all’Inps rappresenta l’elemento principale e decisivo per la liquidazione del trattamento della Cassa in deroga, in quanto evidenzia l'effettiva fruizione della Cassa da parte del dipendente. Attualmente si assiste a una doppia autorizzazione, una della Regione e l'altra dell’Inps, con emissione di un codice che il consulente del lavoro può rinvenire nel fascicolo elettronico aziendale. Solo dopo questo passaggio il consulente può predisporre l’SR41 e inviarlo all'Inps. Con la proposta delle Marche questa seconda fase autorizzativa viene eliminata e si consente l'invio dell’SR41 subito dopo la presentazione della domanda alla Regione entro il ventesimo giorno del mese successivo alla fruizione della Cassa. In questo modo l’Inps avrebbe già precaricati gli SR41, che potrebbe immediatamente liquidare a seguito dell'atto di concessione della Regione e conseguente caricamento delle domande sul Sip (Sistema informativo percettori). Va ricordato che il termine massimo per l'invio degli SR41 è fissato, per legge, in sei mesi. Tuttavia, in questo momento, dove l'urgenza è garantire liquidità ai lavoratori sospesi, nessun consulente aspetterà i tempi previsti dalla norma, ma potrà, nel mese successivo alla presentazione della domanda in Regione, procedere all'invio dell'SR41. L’Inps liquiderà gli SR41 delle domande autorizzate dalla Regione e quelli non ancora autorizzati saranno conservati per essere liquidati in un secondo momento».

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