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Maurizio Mangialardi

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Ancona in zona rossa, Mangialardi (Pd): «Acquaroli scarica responsabilità sui Comuni»

Così il capogruppo regionale del Partito Democratico Maurizio Mangialardi, sull’ordinanza regionale che istituisce la zona rossa nella provincia di Ancona

ANCONA – «Arrivati a questo punto, credo che l’ingresso della provincia di Ancona in zona rossa fosse inevitabile. Tuttavia, ancora una volta il presidente Acquaroli sceglie di non scegliere, ignorando le responsabilità attribuitegli dal suo ruolo istituzionale. E ora che il sostegno dei suoi alleati della Lega all’esecutivo di Mario Draghi, non gli permettono più di prendersela con il governo nazionale, preferisce scaricare l’onere delle decisioni sui Comuni con un’ordinanza pilatesca, che, al di là del recepimento di alcune disposizioni nazionali per quanto concerne gli spostamenti e le aperture delle attività commerciali, si limita a raccomandare, e sottolineo a raccomandare, lo svolgimento dell’attività didattica con modalità a distanza, senza alcuna prescrizione. Il risultato è che oggi, con un aumento esponenziale della curva dei contagi in tutto il territorio provinciale, ogni comune decide da sé se tenere le scuole aperte o no, creando caos e confusione tra i cittadini». Così il capogruppo regionale del Partito Democratico Maurizio Mangialardi, sull’ordinanza regionale che istituisce la zona rossa nella provincia di Ancona.

«Nessuno nega la difficoltà del momento – continua Mangialardi – ma purtroppo la giunta regionale, con il suo passo fiacco e ondivago, continua a persistere nei proprimarchiani errori, che hanno permesso al virus di dilagare liberamente, senza incontrare alcun efficace ostacolo: dal cosiddetto screening di massa, che di massa non è stato ed è servito solamente a sottrarre personale sanitario e risorse che avrebbero potuto essere impiegati in maniera migliore nella campagna vaccinale, alla scriteriata riapertura delle scuole, che non rappresentando una priorità per questa destra, è statagestita in maniera irresponsabile e non sicura. Senza dimenticare poi provvedimento più folle, ovvero la suddivisione della provincia di Ancona a macchie gialle e arancioni, che di fatto ha funzionato da catalizzatore nella diffusione dei contagi. L’auspicio è che ora, con l’accentramento voluto dal governo Draghi attraverso la nomina del nuovo commissario per l’emergenza, la campagna vaccinale registri una rapida accelerazione. Perché altrimenti, visti i risultati conseguiti dal duo Acquaroli-Saltamartini, nelle Marche corriamo davvero il rischio che la pandemia vada fuori controllo».

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