Castelfidardo al ballottaggio, Adamo: «Spero di vedere più gente alle urne»

Intervista a Henry Adamo, candidato a sindaco per Solidarietà Popolare il prossimo 19 giugno contro Roberto Ascani del M5S. «L'ex sindaco? Per sua scelta, non entrerà in giunta»

Henry Adamo, candidato a sindaco di Castelfidardo

Vent’anni e non sentirli. Soprattutto in politica, dove le due decadi rappresentano altrettante ere geologiche. Proprio da 20 anni la civica Solidarietà Popolare è in sella all'amministrazione di Castelfidardo e ora cerca, con Henry Adamo, 45 anni, presidente uscente del consiglio comunale, di restarci. Adamo, con quasi il 30% dei consensi al primo turno, si prenota ed è pronto alla sfida del ballottaggio dal cui esito usciràil nuovo sindaco fidardense per la legislatura 2016/2021. A contendergli la fascia tricolore, il prossimo 19 giugno, Roberto Ascani candidato del Movimento 5 Stelle. «Da lunedì prossimo – spiega – perché vogliamo dare una settimana di riposto all’elettorato piuttosto bombardato durante il primo turno, partiremo per un giro di consultazioni nei quartieri e incontrando con le associazioni. Soprattutto per rinnovare la necessità di tornare alle urne. Il timore è che ci sia più astensione rispetto al primo turno e sarebbe un segnale negativo per tutti. Non ne faccio un discorso personale: sarebbe meno gratificante essere scelto da una platea così poco diffusa».

Rispetto alle Comunali 2011, Solidarietà Popolare è scesa nei consensi. Come giudica il dato?

«La minore affluenza gioca un buon 50%. Poi Soprani nel 2011 era al secondo mandato. Al primo turno del suo primo insediamento aveva fatto circa 2000 voti. Noi siamo una squadra che non ha dalla sua una componente ideologica ma persone e spesso l’innovazione può creare diffidenza. E poi nel 2011 c’erano 4 liste, noi ne abbiamo affrontate 9. Inevitabile nelle Comunali perdere qualcosa». 

Per il ballottaggio teme l’effetto Osimo e cioè il coagularsi delle altre forze sul candidato sindaco della forza “sfidante” contro quella uscente?

«No. E comunque noi dobbiamo portare avanti il nostro credo. Non si tratta di governare a tutti i costi. Tant’è che non faremo apparentamenti. Chiediamo tuttavia agli elettori di non restare a casa e di orientarsi a chi offre proposte più durature per amministrare Castelfidardo. Con il ballottaggio i giochi si riazzerano». 

Nessun apparentamento ma avrete un’idea di elettorato a voi più vicino…

«Potenzialmente tutti gli elettori. Il nostro è un programma molto dettagliato che si basa sull’esperienza. Sappiamo cosa serve, non ci sono fantasie. Io mi auguro un appello al voto da parte di tutte le forze politiche rimaste fuori dal ballottaggio perché la partecipazione è una condizione essenziale. Poter essere scelti da un pubblico ampio rasserena e fortifica l’azione di governo. Non è per me ma per la sopravvivenza della politica stessa in città. La non partecipazione genera protesta fine a sé stessa». 

L’ex sindaco Soprani è stato il più votato tra i candidati consiglieri. Ha in mente un ruolo in giunta per lui?

«Se sarò eletto ho già segnalato per la futura giunta Roberta Angelelli e Tommaso Moreschi. Sugli altri non sarà fatta una scelta in base ai voti ma sulle competenze. Soprani? Per sua stessa volontà ha scelto di rimanere in consiglio. È ammirevole da parte sua lasciare spazio agli altri. Sperimentare è la nostra natura. Sarà comunque una figura di riferimento». 

Un pregio e un difetto di Ascani?

«Paulo Coelho dice che “ Il guerriero che crede nel suo cammino, non ha bisogno di dimostrare che quello degli altri è sbagliato”. Non mi piace parlare dei difetti altrui. Sia io che Ascani dobbiamo cercare il bene della città. Roberto è un ragazzo in gamba, anche lui potrebbe essere in grado. Gli raccomando solo di attorniarsi di persone giuste perché oggi c’è bisogno di un insieme di persone che collaborano in maniera democratica all’azione amministrativa. Occorrono tante competenze definite in tante settori altrimenti si rischia di essere in mano agli uffici, alla gestione dei tecnici. Se dovessero vincere i 5 Stelle passerebbe del tempo prima di comprendere il modus operandi della macchina comunale e andare a regime. Noi questa esperienza ce l’abbiamo già».

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