Bankitalia e Confindustria: le Marche soffrono ancora la crisi

Bankitalia e Confindustria Marche diffondono alcuni dati sull'andamento economico dell'economia marchigiana: giù crescita, occupazione e cassa integrazione straordinaria

La sede anconetana della Banca d'Italia

Tempo di bilanci per l’economia marchigiana: i segnali arrivano, rispettivamente, da Bankitalia e Confindustria, e non sono buoni.

Nei primi nove mesi del 2011 la ripresa dell'economia marchigiana è stata “flebile e incerta”: a dirlo è l'Aggiornamento congiunturale dell'Economia delle Marche, reso noto oggi dalla Banca d'Italia, sede di Ancona.
Dopo un debole recupero dell'attività nel primo semestre, infatti, “il quadro congiunturale si è rapidamente deteriorato tra l'estate e l'inizio dell'autunno. Per i prossimi mesi, le attese delle imprese intervistate da Bankitalia sono improntate al pessimismo”.

E proprio dal mondo dell’impresa arriva il secondo campanello d’allarme. L'indagine trimestrale condotta dal Centro Studi di Confindustria Marche in collaborazione con Banca Marche, riporta che dopo l'estate l'industria manifatturiera regionale torna a mostrare segnali di indebolimento: nel terzo trimestre di quest'anno, infatti, la produzione è cresciuta appena dello 0,2% e i fatturati dello 0,6%, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, ma mostrando passi indietro rispetto ai primi sei mesi del 2011.
Secondo il centro studi degli industriali marchigiani a partire dai mesi estivi “il clima di incertezza si è progressivamente accentuato sia per la crescente restrizione della liquidità e del credito, sia per il più recente aumento dei tassi di interesse”, fattori che hanno contribuito a rallentare la domanda e resa più difficile l'attività di programmazione delle imprese.

GIÙ OCCUPAZIONE E CIG. Sempre secondo il rapporto, nel corso del trimestre luglio-settembre 2011 i livelli occupazionali hanno registrato un calo dello 0,4%.
Nello stesso periodo, le ore di cassa integrazione sono diminuite del 52,8%, passando da 12,3 milioni circa del 2010 a 5,8 del 2011. Una frenata attribuibile alla diminuzione degli interventi in deroga (-73,5%), passati da 8,9 milioni di ore dal terzo trimestre 2010 a 2,4 milioni di ore in quello 2011, mentre sostanzialmente stazionari sono risultati gli interventi straordinari .
In leggero aumento, invece, gli interventi ordinari, passati da 1,1 milioni di ore del terzo trimestre 2010 a 1,2 milioni di ore circa del terzo trimestre 2011 (+7,3%).

Fonte: ANSA e AGI

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