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Sabato, 27 Novembre 2021
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Dal progetto del carcere alla tavola dei consumatori, arriva l’Agnello di Barcaglione

È l'Agnello di Barcaglione, allevato all’interno della fattoria dell’omonima casa di reclusione anconetana grazie al progetto di recupero per detenuti, ora venduto all’esterno grazie alla collaborazione con l’azienda agricola dei Fratelli Giangiacomi

Carne di ottima qualità, nel segno della filiera cortissima e anche utile nel sociale. È l’Agnello di Barcaglione, allevato all’interno della fattoria dell’omonima casa di reclusione anconetana grazie al progetto di recupero per detenuti, ora venduto all’esterno grazie alla collaborazione con l’azienda agricola dei Fratelli Giangiacomi. Trait d'union tra queste due realtà confinanti tra loro sul colle a nord del capoluogo dorico è stato l’infaticabile Antonio Carletti, presidente di Federpensionati Coldiretti Ancona e tutor dell’orto sociale del carcere. Giangiacomi, socio di Coldiretti Ancona, alleva bovini, maiali e coltiva foraggio per la loro alimentazione tra Barcaglione e Casine di Paterno. Una realtà storica che controlla tutta la filiera e si allunga fino al consumatore finale attraverso il punto vendita aziendale, aperto 13 anni fa. Dall’allevatore alla tavola.

“Seguiamo la filosofia della qualità e del chilometro zero da sempre – spiega Diletta Giangiacomi, terza generazione al lavoro nell’impresa di famiglia – ed è proprio pensando a tutto ciò che abbiamo deciso di aderire a questo progetto con il carcere. L’Agnello di Barcaglione nasce e cresce qui in questa collina. Una filiera cortissima che è garanzia di qualità, oggi sempre più ricercata dai consumatori. Siamo entrati subito in sintonia con i responsabili del carcere”. Il carcere di Barcaglione non smette di stupire per la valenza delle sue attività. Già attivo con l’orto, dove circa 60 detenuti coltivano frutta e verdura, producono olio extravergine di oliva dall’oliveto e miele dalle arnie, da pochi mesi ha avviato una stalla con 20 pecore e un laboratorio caseario. I lavori sono seguiti con attenzione e perizia da Sandro Marozzi, l’agronomo del carcere dorico. Carletti metti a disposizione la sua esperienza per insegnare il lavoro dei campi. Non è la prima volta che i prodotti del carcere escono all’esterno. L’orto sociale ha partecipato ai mercati natalizi di Campagna Amica: olio e miele sono gettonatissimi. Ora si scommette anche sull’Agnello di Barcaglione. Una grossa soddisfazione per i detenuti-lavoratori che grazie a questo progetto hanno modo di ritrovare fiducia nelle loro capacità, imparare un mestiere e avere un’occasione di riscatto.

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