Il 22 sulle spalle e un falco nel cuore: Benedetta De Angelis torna a Falconara

La De Angelis si riaffaccia a Falconara, dove già ha collezionato 20 presenze e 11 gol, dopo le parentesi romane (Lazio, prima, e Olimpus Roma lo scorso anno) con la certezza di trovarsi a casa

Il numero 22 delle maglie azzurre falconaresi sarà ancora una volta di Benedetta De Angelis. Un altro graditissimo ritorno, dopo quello di Sara Correia, nell'hangar del PalaBadiali in vista del campionato di Serie A 2018/2019 che partirà, notizia di ieri della Divisione, proprio da dove era terminata la sfortunata stagione scorsa: contro il Real Grisignano. La De Angelis si riaffaccia a Falconara, dove già ha collezionato 20 presenze e 11 gol, dopo le parentesi romane (Lazio, prima, e Olimpus Roma lo scorso anno) con la certezza di trovarsi a casa.

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"A volte si parte per avere un posto in cui tornare – dice a caldo - In questi anni di erranza, che mi ha portato più di una volta a lasciare luoghi che non avrei voluto lasciare, ho capito che "casa" può essere tante cose: un posto, una città, una persona, una piccola stanza, un cuore, una maglia sudata, l'eco di un palazzetto che grida il tuo nome". Quell'eco che deve aver sentita forte e chiara lo scorso novembre in occasione della gara del PalaBadiali contro l'Olimpus con l'omaggio a centrocampo di tutta la tribuna prima dell'inizio delle ostilità. Così tanto calore che la società di via dello Stadio ha già deciso: la vice di capitan Sofia Luciani sarà proprio lei. "Spesso – aggiunge - ho avuto paura di questi continui cambiamenti, ho desiderato di mettere radici in un terreno, di fermarmi a riposare puntando i miei piedi su due sole coordinate. Ma poi mi sono rassegnata a questo incessante movimento, una migrazione interna (esteriore e interiore) a cui non posso in alcun modo oppormi. Ora questo migrare mi ha (ri)portato in un luogo che avevo lasciato in sospeso, tra il Tirreno e l'Adriatico, tra le paure e le certezze, tra un presente rumoroso e un futuro che mi aspetta alla porta come un padre particolarmente apprensivo. Non mi sento una figlia prodiga che ritorna a casa, non mi pento di questi salti spazio-temporali che sempre mi alimentano, mi nutrono e mi educano. Lo accetto, mi accetto. Partire è il primo passo per tornare. Grazie Olimpus perché mi lasci andare, grazie Falconara perché mi fai tornare".

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