Parrucchieri ed estetiste fuori dal tuo Comune? Arriva lo stop dalla Prefettura

La Prefettura ha comunicato direttamente alle associazioni di categoria che non sarà possibile spostarsi da un Comune all'altro per raggiungere estetiste o parrucchieri

Foto di repertorio

ANCONA - E' vietato spostarsi da un Comune all'altro per raggiunger il prioprio parrucchiere o estetista di fiducia. A confermarlo è la Prefettura di Ancona, che ha impugnato l'interpretazione fornita lunedì scorso dalla Regione Marche.

Dopo averlo comunicato nella serata di ieri alle associazioni di categoria, è arrivata quindi l'ufficialità per i cittadini della provincia di Ancona. Per loro niente visite fuori porta a parrucchieri ed estetiste, a meno che non si trovino all'interno del proprio Comune di residenza. Come confermato dalla Prefettura il rischio è quello di imbattersi in multe da parte delle forze dell'ordine. Discorso diverso invece nelle altre province marchigiane, dove le prefetture non si sono ancora esposte in tal senso.

A commentare questa decisione anche Massimiliano Santini, direttore provinciale di Cna Ancona: «La CNA di Ancona, pur nel rispetto dell’assoluta legittimità ed autorevolezza che ricopre l’Autorità prefettizia, apprende con preoccupazione al sostanziale impedimento della mobilità intercomunale per gli utenti del settore benessere e servizi alla persona e dopo aver lavorato fin da subito per trovare una sintesi sindacale con la Regione Marche, alla quale va il nostro rinnovato ringraziamento, da ieri sera abbiamo comunicato ai nostri associati il contenuto della risposta della Prefettura di Ancona alla nostra richiesta di chiarimento rispetto alle disposizioni del DPCM del 3 Novembre scorso, che regolamentano appunto una questione diffusa e centrale per la vita di molte attività nella zona arancione. Premesso che a differenza di altre Associazioni, abbiamo preferito attendere che la situazione avesse avuto un chiarimento autentico e non un parere interpretativo, onde evitare di esporre i clienti delle nostre attività a possibili sanzioni, avremmo ovviamente preferito poter continuare a rasserenare le categorie coinvolte da tali restrizioni, in primis il benessere, ma anche il commercio e quanti coloro che hanno una cospicua fetta di clienti fuori comune. Così purtroppo non è stato e già da ieri sera abbiamo raccolto decine e decine di messaggi di scoramento e rassegnazione, ma non le solite lamentele di circostanza, o proteste urlate contro il sistema, bensì dentro le parole dei nostri seri e responsabili imprenditori c’era invece la necessità di avere certezze delle norme e poter continuare a manifestare la loro onestà e responsabilità, svolgendo in assoluta sicurezza il loro mestiere».

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