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Giovedì, 22 Febbraio 2024
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Caos nel Comune di Maiolati, i consiglieri si dimettono: «Venuto meno il rapporto di fiducia con il sindaco»

L'Amministrazione di Maiolati Spontini è caduta per le dimissioni di sette consiglieri comunali, tre di maggioranza e quattro di minoranza. Queste le dichiarazioni dei consiglieri

Bufera nel Comune di Maiolati Spontini dopo le dimissioni di sette consiglieri comunali, tre di maggioranza e 4 di minoranza. Una decisione che ha fatto decadere automaticamente il Consiglio Comunale, il primo cittadino Tiziano Consoli e la giunta. A dare le dimissioni sono stati i consiglieri comunali della Lega Alessandro Amadio, Mario Spugni e Marco Santarelli. Con loro anche i consiglieri di minoranza Leonardo Guerro, Giancarlo Focante, Irene Bini e Silvia Badiali. 

«In questi anni abbiamo lavorato con serietà nell’interesse della comunità maiolatese, ma più volte abbiamo dovuto fare i conti con un atteggiamento non molto corretto del Sindaco che è rimasto sordo alle esigenze del territorio delle quali ci siamo fatti portavoce», dichiarano i consiglieri comunali della Lega Amadio, Spugni e Santarelli.  «L’amministrazione Consoli ha cominciato a vacillare già a dicembre 2019 con le dimissioni dell’assessore alla Cultura Debora Caré, una delle più votate alle elezioni amministrative, alle quali sono seguite quelle più recenti del Vice Sindaco Mario Pastori, che aveva le deleghe alle attività produttive e trasporti - ricordano i leghisti - nel constatare una reiterata assenza di ascolto da parte del Sindaco, ci siamo trovati costretti a prendere la decisione sofferta, ma necessaria, di rassegnare anche noi le dimissioni dal Consiglio Comunale. Quando viene meno il rapporto di fiducia con chi è chiamato ad amministrare la città, diventa impossibile proseguire un percorso - rimarcano - siamo sempre stati a disposizione dei maiolatesi e le nostre dimissioni non decretano certo la fine del nostro impegno per la città. Atteggiamenti come quelli adottati dal Sindaco Consoli non fanno il bene del territorio - concludono i leghisti - chi amministra deve avere anche l’umiltà di ascoltare, perché, come dimostrano i fatti, da soli non si va da nessuna parte».

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