Comunali 2013: intervista al candidato sindaco di A2O, Matteo Bilei

Avanti con le interviste a tutti i candidati sindaco per Ancona. Sentiamo che cosa hanno da dire su temi come l'Imu, il degrado e il rilancio di Ancona capoluogo. Il microfono al giovanissimo Matteo Bilei

Matteo Bilei diventa sindaco. Che cosa farebbe subito nei primi 100 giorni di governo?

“Il bilancio. Ci sono le questioni delle società partecipate. Queste sono le questioni economiche ma oltre queste c'è una depressione sociale e culturale che bisogna risanare se si vuole ripartire. Se si vuole ripartire abbiamo bisogno di puntare sull'identità cittadina e, sembra a noi, anche l'identità di  quella macro regione Adriatico-Ionica per cui potremmo intercettare fondi europei, con cui potremmo sviluppare una progettualità a lungo termine, puntando sull'identità cittadina e sulla valorizzazione di quello che abbiamo. Quindi risanare l'economia tramite dismissione degli immobili pubblici e una catalogazione trasparente. Noi abbiamo individuato un fondo di cassa deposito e prestiti che si chiama Fiv-Plus, che mette in contatto l'ente pubblico con i privati e si fa garante in ultima istanza qualora non ci fosse l'acquirente privato. Garantisce al pubblico di non arrivare a situazioni come quella dell'Ex Metro e garantisce poi al privato un cambio di destinazione d'uso per rendere l'immobile appetibile. Quindi per riattivare l'economia cittadina si deve puntare sull'identità intercettando il turista e puntando su opere pubbliche minorate come può essere lo slogan Anfiteatro romano bene dell'Unesco.”.

Sicurezza e integrazione. Come si muoverà lei?

“Innanzi tutto noi siamo contrari a qualsiasi ronda a stato di Polizia. Non è così che si crea la sicurezza, ma riportando la comunità a vivere la città creando decoro urbano, sensibilizzando la cittadinanza. L'integrazione può essere questo. Integrazione che oggi non c'è perchè c'è una ghettizzazione mentale e una mancanza di diritti civili verso determinate minoranze culturali e quindi l'integrazione che dobbiamo creare è coesione sociale tra diverse comunità culturali che sono presenti. Dal punto di vista pratico fare eventi in diverse zone della città, per esempio mercatini multiculturali in corso Carlo Alberto, Archi e in concomitanza con eventi in centro, quindi non ghettizzarli come se fossero qualcosa di altro. Una delle nostre proposte è promuovere una cittadinanza onoraria per i cittadini anconetani extraeuropei”.

Che posizione ha lei sull'Imu e come rilanciare il commercio del centro?

“Evitiamo situazioni demagogiche  in cui si dirà di abbassare l'Imu. Vogliamo se possibile rimodulare l'Imu secondo principi di progressività e quindi rimodularlo sul reddito o sulla produttività dei terreni. Quindi non un taglio indiscriminato, ma riportarlo al minimo per le fasce deboli. Sul commercio il centro deve essere punto cardine della città. Un capoluogo non può prescindere da un centro che attiri turismo. Il commercio dall'altra parte deve venire in contro alla cittadinanza e questo vogliamo farlo con incentivi e sgravi fiscali. Ad esempio con la rivisitazione della flessibilizzazione dell'orario notturno per le attività commerciali o la rivisitazione delle segnalazioni acustiche per le limitazione degli eventi notturni. Vorremmo poi incentivare l'apertura di nuove attività commerciale in centro perchè ci sono catene multinazionali ma non attività che promuovano l'identità cittadina”.

Viabilità e parcheggi. Verso dove deve andare Ancona?

“Guarda noi il nostro programma l'abbiamo strutturato sulla mobilità sostenibile, quindi car pooling, car sharing. Riprendere i parcheggi scambiatori e creare un servizio che ne incentivi l'utilizzo tramite convenzioni tra servizio pubblico e attività commerciali. Siamo contrari al parcheggio sotto piazza Cavour, non perchè, come ha detto la Mancinelli non è una impostazione ideologica, ma ci sono studi che dicono che ogni posto auto in un parcheggio sotterraneo costa 20mila euro. I parcheggi si possono benissimo trovare in altri modi senza appesantire la zona di piazza Cavour, che potrebbe essere rivalutato in altri modi”.

Giovani e tempo libero. Ha in mente qualcosa di particolare in questo senso?

“La partecipazione della comunità dei giovani è trasversale a tutto il nostro programma. Incentivare nuovi locali, incentivar la fascia oraria del prima e dopo cena, in modo che ci siano associazioni che facciano eventi in centro tramite la cooperazione con i commercianti. Creare eventi stabili e a basso costo. Ad esempio una cinque giorni, magari nelle località di mare come Portonovo che promuova talenti locali. Dall'altra parte l'enogastronomia locale sponsorizzata dalle imprese locali. Per la vita cittadina vogliamo creare un ufficio in comune che gestisca  i rapporti con le associazioni. Promuovere eventi e cambiare anche il target perchè ci sono eventi ma sono spesso di nicchia e devono essere meglio promossi”.

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