Matteo Salvini infiamma la piazza di Jesi, poi i "bacioni" ai contestatori: «Vinciamo noi»

Il leader del Carroccio a Jesi per supportare la candidatura dell'ex consigliera comunale Lindita Elezi

Matteo Salvini sul palco di piazza della Repubblica

JESI - Matteo Salvini ha scelto la splendida piazza della Repubblica di Jesi per sostenere la candidatura dell'ex consigliera comunale Lindita Elezi. Il leader del Carroccio ha abbracciato i centinaia di sostenitori intorno le 17.15 di oggi pomeriggio, quando una piazza affollata, ma non del tutto gremita, ha accolto il suo "Capitano". A poche centinaia di metri alcuni manifestanti hanno fatto sentire il proprio dissenso a suon di fischi e insulti, ma sono stati bloccati dal cordone delle forze dell’ordine a metà di corso Matteotti.

Il comizio

Dopo una breve presentazione dei candidati e degli esponenti della Lega presenti al comizio, Matteo Salvini ha preso la parola, spinto dall'enorme entusiasmo del pubblico presente «Dateci una mano per aprire gli ospedali che la sinistra ha chiuso in tutte le Marche - ha esordito l'ex ministro dell'Interno - sulla salute non si scherza e non si taglia. La scuola e la sanità non sono di sinistra ed il nostro obiettivo è quello di far tornare a funzionare la sanità in questa Regione». Poi, come era facile prevedere, Salvini ha parlato di sicurezza, puntando il dito contro gli stranieri: «Quelli per bene sono i benvenuti, ma Jesi non ha bisogno di spacciatori, clandestini, stupratori e scippatori. Ne abbiamo già di italiani di delinquenti, non c'è bisogno che ne arrivino altri da ogni parte del mondo. In questo momento di difficoltà non abbiamo le risorse per pensare a tutti e quindi chi mi sta a cuore sono prima i marchigiani e gli italiani e poi tutti gli altri». Salvini è poi passato alla scuola, attaccando il ministro Azzolina e ribadendo le promesse fatte in tutta la campagna elettorale: «Datemi una mano a restituire la scuola a studenti e famiglie. Pensate che ci sono 160mila cattedre vuote, mancano 20mila bidelli, 200mila banchi e ci sono migliaia di classi chiuse e decine di migliaia di studenti a casa perchè in 6 mesi neanche i banchi sono riusciti a comprare. Voglio una scuola che non dimentica niente e nessuno. Date un voto di giustizia per queste famiglie e questi insegnanti. Datemi una mano a mandare a casa la Azzolina, che è una sciagura». 

Salvini in piazza: «Prima i marchigiani» - IL VIDEO 

Infine non è potuto mancare l'attacco frontale alla sinistra ed ai centri sociali che, a pochi metri dal comizio, hanno voluto manifestare il proprio dissenso. «Gli unici argomenti che ha la sinistra sono quelli di venire qua e fischiare. Rabbia, insulti: occhio che se votate la Lega secondo loro arrivano i fascisti ed i marziani, il loro pensiero è questo. Diritto alla salute, al lavoro e alla scuola. Questi sono i punti cardine mentre loro fischiettano, vedremo domenica chi fischierà dopo il voto. Io conto che tutta la città potrà festeggiare San Settimio con un bel cambiamento atteso da 50 anni. In tanti mi fermano e mi dicono che ora non voteranno più Pd ma Lega, tanti operai che grazie a noi sono usciti dalla gabbia della legge Fornero. Le chiacchiere stanno a zero e noi siamo pronti a fare le barricate contro il Pd che vuole il ritorno della legge Fornero. Costi quel che costi non si tornerà indietro perchè con il lavoro dei marchigiani non si scherza». Concluso l'intervento, Salvini si è fatto immortalare con decine di sostenitori, non prima però di aver mandato i suoi ormai noti "bacioni" al gruppo di manifestanti che lo stavano fischiando.

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