Caldo record, l'uva è già pronta: cantine costrette alla vendemmia di San Lorenzo

Squadre di raccoglitori già in azione per i bianchi da spumantizzare. Afa e siccità: sarà un'annata interlocutoria per quanto riguarda la qualità

Simone Schiaffino, enologo di Monte Schiavo

Un inverno secco e con pochissime precipitazioni. Un'estate all'insegna dell'afa, della colonnina di mercurio sui 40° e della siccità. Il risultato? A San Lorenzo, 10 agosto, già si vendemmia tra i Castelli di Jesi. Primi ad essere raccolti, i bianchi da spumante. In questi giorni diverse cantine sono già all'opera con almeno due settimane di anticipo rispetto allo standard. L'uva da lavorare come base spumante deve mantenere una gradazione più bassa e per questo, di solito, viene raccolta prima rispetto a quella da destinare ad altre lavorazioni. Lo standard? Fine agosto o nei primi giorni di settembre. «Questo – spiega Simone Schiaffino, enologo di Monte Schiavo – per mantenere la gradazione zuccherina bassa, sugli 11 gradi anziché i 13 del bianco fermo. Se si alzasse troppo sarebbe impossibile lavorare per una base spumante. Siccome non piove, la pianta sopperisce assorbendo l'acqua dagli acini, all'interno dei quali si concentrano solo gli zuccheri. Lo scorso anno le piogge ci sono state e abbiamo fatto una vendemmia tradizionale. Quest'anno fa molto più caldo rispetto anche al record del 2015». Nelle vigne della Monte Schiavo sono già all'opera. Dal lunedì al sabato. Cantineri ed enologi non si concedono nemmeno la domenica. 

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E le altre uve. Detto degli spumanti e considerando le situazioni attuali, il Verdicchio si inizierà a raccogliere a fine agosto con almeno due settimane di anticipo rispetto al solito. E i rossi? Idem. Metà settembre per il Montepulciano (anziché ottobre inoltrato), primi di settembre per il Sangiovese. «Stiamo lavorando anche noi – dice Gianluca Mirizzi, patron di Montecappone – e si ipotizza un caldo della produzione superiore al 30%. Per il solo Verdicchio tra il 15 e il 20% in meno. Il che non è detto che corrisponda a una maggiore qualità. Penso che per i bianchi sia un'annata minore. Non per quel che riguarda la sanità della pianta: il caldo ha tenuto lontane muffe e batteri ma qualitativamente avremo vini poco longevi e con pochi aromi. Stesso discorso per l'olio che però è meno percepito dal pubblico rispetto al vino». Estate di fuoco, insomma. Con ripercussioni non solo nel vino. Coldiretti ha stimato, per la Provincia di Ancona, temperature superiori di 3,2° rispetto alla media e il 78% in meno di pioggia per luglio. Uliveti e foraggi per animali rischiano un dimezzamento della produzione. Soffre anche il settore del miele. «Il Millefiori è stato in pratica cancellato – dice Coldiretti – per il resto si registra un -40% di produzione. Male l'acacia, meglio il girasole ma se va avanti così sugli scaffali due barattoli su tre saranno stranieri». 

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