Lavoratori dipendenti, quando e quanto si può andare in ferie

La durata delle ferie è fissata dalla legge, oppure dagli usi o secondo equità, in proporzione alla durata della prestazione lavorativa

In base all’articolo 36 della Costituzione, le ferie rappresentano un diritto irrinunciabile del lavoratore subordinato, per consentirgli il recupero delle energie psico-fisiche e la giusta cura delle proprie relazioni affettive e sociali. La durata delle ferie è fissata dalla legge, oppure dagli usi o secondo equità, in proporzione alla durata della prestazione lavorativa. L’articolo 2109 del codice civile prevede che il lavoratore abbia diritto a un periodo di ferie retribuito, possibilmente continuativo, da fruire nell’arco temporale disposto dal datore di lavoro, tenuto conto delle esigenze aziendali, nonché dei suoi stessi interessi.

La durata del periodo di ferie

La durata del periodo di ferie non può essere inferiore a 4 settimane e, salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva, il riposo va goduto per almeno 2 settimane, consecutive in caso di richiesta del lavoratore, nel corso dell'anno di maturazione e, per le restanti 2 settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell'anno di maturazione. La contrattazione collettiva può prevedere condizioni di maturazione differenti a seconda che la prestazione lavorativa del dipendente sia articolata su settimana corta (5 giorni lavorativi su un arco temporale di 7 giorni) o lunga (6 giorni lavorativi su 7) e può anche spostare il termine per il godimento delle ferie oltre i 18 mesi previsti dalla legge (ove, invece, il termine stabilito dal contratto collettivo sia più breve di 18 mesi, il superamento del termine può dar luogo a sanzioni specificatamente previste dal contratto collettivo).

Il mancato godimento delle ferie

La malattia interrompe il computo dei giorni di ferie mentre il mancato godimento delle ferie entro il periodo in cui (per legge o contratto collettivo) andrebbero godute consente al lavoratore, pur non avendo diritto all’indennità sostitutiva, di rivalersi contro il datore di lavoro per il risarcimento dell’eventuale danno biologico ed esistenziale. La Corte di Giustizia nella sentenza 6 aprile 2006, ha anche riconosciuto al lavoratore la possibilità di richiedere l’effettiva, anche se tardiva, fruizione delle ferie stesse. Il mancato godimento delle ferie è indennizzabile solo in un caso: quando il rapporto di lavoro viene meno e dunque non è possibile svolgere le ferie mentre si è alle dipendenze del datore di lavoro. Qualora invece risulti un monte ferie - maturato e non goduto - da almeno 18 mesi, il datore di lavoro ha l’obbligo di versamento della relativa contribuzione Inps ma il lavoratore mantiene il diritto di usufruire effettivamente delle ferie maturate anche oltre il termine previsto dalla norma (in tal caso, nel mese di godimento delle ferie per le quali è già stata versata la relativa contribuzione, il datore dovrà versare la contribuzione corrente includendo nell’imponibile le somme erogate, conguagliando le somme già versate alla scadenza dei 18 mesi).

C’è una multa per chi non consente al dipendente due settimane di ferie nel corso dell'anno di maturazione. La sanzione amministrativa pecuniaria va da 100 a 600 euro ma se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori o si è verificata in almeno due anni sarà di importo dai 400 ai 1.500 euro e nel caso in cui la violazione si riferisca a più di 10 lavoratori o si sia verificata in almeno 4 anni sarà da 800 a 4.500 euro (tale sistema di sanzioni viene applicato anche ai datori di lavoro che omettono di versare i contributi Inps sulle ferie non godute).

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