Giovedì, 17 Giugno 2021
Economia

Lavoro: disoccupazione nel fabrianese, una “stabile criticità”

Emerge un quadro critico, anche se, tenuto conto che il 2011 ha rappresentato un anno particolarmente difficile, il trend negativo sembra rallentare rispetto agli ultimi anni

La crisi economica continua a mordere nel fabrianese riflettendosi inevitabilmente sui numeri relativi all’occupazione nel territorio. A fotografare la situazione sono i dati del 2011 diffusi dal Centro per l’impiego, l’orientamento e la formazione di Fabriano, che riguardano anche i comuni di Arcevia, Cerreto d’Esi, Genga, Sassoferrato e Serra San Quirico.

Quello che emerge è un quadro critico, anche se, tenuto conto che il 2011 ha rappresentato un anno particolarmente difficile, il trend negativo sembra rallentare rispetto agli ultimi anni. Un 2011 che si è concluso con 5.485 disoccupati regolarmente iscritti al Ciof di Fabriano, contro i 5.274 del 2010 e i 5.030 del 2009. Di questi, il 62% sono domiciliati a Fabriano e il 15% a Sassoferrato.

Diminuisce tuttavia il numero dei lavoratori iscritti alle liste di mobilità – fenomeno che interessa sempre più le piccole imprese – che passano dai 995 del 2009 e dai 911 del 2010 agli 855 del 2011. Negativo, invece, il saldo tra avviamenti e cessazioni di prestazioni lavorative con un calo di quasi il 4%. In termini di rapporto tra disoccupati e popolazione residente in età lavorativa il comune più colpito è quello di Cerreto d’Esi con il 20, 28% seguito da Sassoferrato (18,17%) e Fabriano (16,87%). Meglio Arcevia e Serra San Quirico dove le percentuali dei disoccupati si attestano rispettivamente all’11,39% e al 12,55%.

La disoccupazione, ma non è una novità, colpisce più le donne (3.189) che gli uomini (2.296). E anche laddove, come nel caso della mobilità, il trend sembra invertirsi (55% uomini, 45% donne), il fatto è spiegabile con la precoce espulsione delle donne dai processi produttivi avviata fin dal 2008. In aumento anche i disoccupati tra i cittadini stranieri che toccano quota 1219 (erano 1016 nel 2009 e 1163 nel 2010). Per ciò che concerne l’età, il dato più significativo è l’alta incidenza della disoccupazione tra gli over 40 che rappresentano il 54% del totale (+ 2% rispetto al 2010) e che raggiunge addirittura il 73% nel caso degli iscritti alle liste di mobilità.
Per quanto riguarda la tipologia dei contratti, costante è il numero di quelli d’apprendistato (315 contro i 333 del 2010), mentre diminuiscono quelli a tempo determinato (5.354 contro 5.959 del 2010) e aumentano quelli a tempo indeterminato (722 contro i 691 del 2010) pari al 7,5% di tutte le assunzioni.

“Sono dati preoccupanti – commenta l’assessore al Sistema formativo della Provincia di Ancona Mario Novelli – nonostante si registri una certa stabilizzazione dei principali indicatori, resa possibile anche dalle misure anticrisi messe in atto dal nostro ente, in sinergia con tutta la filiera istituzionale. È necessario non abbassare la guardia e continuare a studiare misure per la crescita dando impulso anche alle nuove leve economiche come turismo e cultura. Tuttavia, è fondamentale dare risposte al rilancio del settore manifatturiero da cui non possiamo prescindere. Nel frattempo lavoreremo a potenziare ulteriormente i servizi offerti dal nostro Ciof, in particolare quelli relativi al mercato del lavoro, all’orientamento e alla costruzione di percorsi formativi”.


 

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