Sabato, 31 Luglio 2021
Economia

Nel decreto Rilancio un comma mette a rischio gli aeroporti, compreso quello di Ancona

Il presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini chiederà un incontro urgente al Ministro al fine di cambiare l'articolo

Foto di repertorio

L'argomento è approdato oggi nella Conferenza delle Regioni, grazie alla presa di posizione del presidente della giunta regionale abruzzese, Marco Marsilio. Il nocciolo della questione è il mancato rimborso dello Stato agli aeroporti rimasti aperti con decreto durante il periodo di lockdown, compreso lo scalo abruzzese. Una situazione, aggravata da quanto previsto dall'articolo 203 del Decreto Legislativo di rilancio, che impone minimi contrattuali insostenibili per le compagnie aeree low - cost, rischiando di desertificare così tutti gli Aeroporti italiani minori, compreso quello abruzzese, accanto a Trieste, Bologna, Rimini, Ancona, Perugia, Pisa, Brindisi, Catania, Alghero, Bergamo Orio al Serio e Ciampino.

«Secondo quanto previsto - spiega il presidente della (Saga Società di gestione aeroportuale) Enrico Paolini -, tutti i vettori aerei e le imprese che operano ed impiegano personale sul territorio italiano e che sono assoggettate a relative concessioni ed autorizzazioni, a pena di revoca delle stesse, devono applicare ai propri dipendenti con base di servizio in Italia, trattamenti retributivi non inferiori a quelli minimi stabiliti dal contratto collettivo nazionale del settore, stipulato a livello nazionale. Questo, significa mettere in ginocchio tutti gli aeroporti minori, caratterizzati da una forte presenza di compagnie aeree low-cost, Ryanair in primis». Il presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini chiederà un incontro urgente al Ministro al fine di cambiare l'articolo.

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