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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Economia

Pochi esami abilitanti, Cna lancia l'allarme sui centri di revisione: «Rischio chiusure»

Cna Autoriparazione nazionale lanca l'allarme sui centri di revisione per la scarsità di esami abilitanti

ANCONA - «Occorre tutelare urgentemente i centri di revisione privati, gli ingenti investimenti e le migliaia di addetti impiegati ed il servizio pubblico che esercitano». Cna Autoriparazione nazionale lanca l'allarme sui centri di revisione. «Esiste una evidente difficoltà a reperire personale in possesso sia dei titoli di studio idonei, che della prevista esperienza triennale maturata nel settore della manutenzione auto. Ed è per questo che i centri di revisione ex art. 80 C.d.S. sono a rischio chiusura e con essi sono a rischio i posti di lavoro di tutti gli altri dipendenti» si legge in una nota. 

«Il periodo per formare un ispettore delle revisioni è di circa sette mesi, modulo A e modulo B, per un totale di 296 ore fra teoria e pratica. Gli esami a cura della Motorizzazione sono rimasti bloccati a lungo e l’attuale scarsità di sessioni annuali, qualora dovesse persistere, priverà il mercato di lavoratori da inserire nel proprio organico, mettendo i centri di revisione in condizione di dover sospendere l’attività qualora ispettore dovesse  assentarsi per qualunque motivo- continua la nota- stiamo parlando di 9.150 imprese a livello nazionale che danno lavoro a oltre 25.000 addetti con un fatturato annuo di un miliardo circa. A livello provinciale parliamo di oltre 70 imprese con centinaia di addetti».

Rocco Martarelli e Gianluca Giacometti Presidenti CNA Ancona rispettivamente dei Meccatronici-Gommistii e delle Autocarrozzerie: «Occorre reintrodurre, come accadeva per il vecchio responsabile tecnico, la sostituzione temporanea dell’ ispettore per il tempo necessario a formare un altro addetto; bisogna ripensare e rendere più elastica la parte della norma legata all’ esperienza e devono essere resi meno criptici e più attinenti alle attività previste,  i quiz d’esame”. Siamo in una situazione in cui meno del 10% degli ammessi agli esami riesce a qualificarsi e in alcune realtà, l’ammissione all’esame deliberata dalle Regioni, viene messa in discussione, per cavilli burocratici, dalla Commissione d’esame. Se, allo stato attuale, un centro revisione dovesse per motivi vari perdere il proprio ispettore, potrebbe dover chiudere l’attività. La correttezza delle operazioni di revisione e la conseguente sicurezza stradale, non si ottengono rendendo impossibile ai centri di revisione di operare,  bensì incrementando i controlli e sanzionando chi opera in modo scorretto».

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