Raffinerie e inquinamento, Reza Saee: «Riconvertire e investire sull'energia pulita»

L'ingegnere di origine iraniana, candidato di Marche Coraggiose per Mangialardi, vuole portare avanti una politica di preservazione e valorizzazione della natura

L'ingegnere Reza Saee

Riconvertire gli impianti “Grandi Rischi” esistenti nei centri abitati, a partire dalla raffineria di Falconara, puntando sull'energia pulita e sulla sostenibilità ambientale, a salvaguardia della qualità della vita. Reza Saee ha le idee chiare sulle politiche da portare avanti nel centrosinistra a supporto del candidato presidente Maurizio Mangialardi. È in lista per il consiglio regionale con Marche Coraggiose nella circoscrizione di Fermo. 

«Faccio mia una frase di un grande uomo che ha segnato il nostro tempo, Martin Luther King, “I have a dream” - dice Reza Saee -. Il mio sogno è  la salvaguardia di un ambiente pulito, sicuro, la preservazione della natura straordinaria della nostra Provincia, della nostra  Regione, tenendo conto di progetti e soluzioni indispensabili alla sopravvivenza dei cittadini e della nostra terra, cercando di dare risposte alle tante emergenze ambientali, con riferimento all'inquinamento del suolo, dell’aria e dell’acqua.  Non possiamo andare avanti con progetti di cementificazione selvaggia senza tener conto che la natura va preservata. Non possiamo continuare a costruire abitazioni e progettare strade  in prossimità degli argini dei fiumi o in zone soggette a frane sperando che nessuna calamità naturale avvenga. Dobbiamo ridurre l'impatto delle polveri sottili, approfondendo le scelte logistiche, e perseguire nel contempo l'obiettivo dei rifiuti zero».

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Relativamente ai grandi impianti innanzitutto, Reza Saee è categorico: «Vanno riconvertite – sottolinea -. Puntando sul fotovoltaico, ad esempio, si potrebbero eliminare gli incidenti rilevanti, l'inquinamento (suolo, acqua, aria e acustico) e si creerebbero nuovi posti di lavoro». Rilancia quindi la proposta messa nero su bianco nel programma di Marche Coraggiose: «È indispensabile istituire un polo regionale, che funga da Centro Studi, per un monitoraggio puntuale dell’impatto ambientale e sanitario dovuto alle produzioni industriali, all'utilizzo dei prodotti chimici (in agricoltura, ad esempio), e sull’insorgenza di tumori. Imprescindibile, a tale proposito, potenziare agenzie autonome come l’Arpam e la collaborazione con centri di ricerca ed università che diano adeguato  spessore scientifico alle indagini ambientali ed epidemiologiche, e consequenziali azioni per individuare le fonti di inquinamento e la correlazione con danni accertati sulla salute degli abitanti, promuovendo i relativi interventi di prevenzione. Proviamo insieme a fare la differenza. Proviamo a cambiare finalmente le cose. Facciamolo».

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