Carloni e Mastrovincenzo (Pd): «Impegno per scuola più inclusiva e aperta alla comunità»

Ieri a Ostra l’incontro tra i due candidati alle regionali e i rappresentati locali degli istituti. Organici stabili, patti di comunità e un assessorato al welfare tra le priorità

Carloni e Mastrovincenzo

Fare pressing sull’Ufficio scolastico regionale affinché si attivi per dare risposte più tempestive alle diverse esigenze delle scuole marchigiane, insistere con forza sulla stabilizzazione degli organici, ma anche attivare tavoli di confronto tra enti locali, sindacati, insegnati, presidi, genitori e terzo settore per progettare una scuola più flessibile, in grado di lavorare a piccoli gruppi e quindi di innalzare il livello di qualità dell’attività didattica. Sono alcuni degli impegni assunti, ieri pomeriggio a Ostra, dai candidati Pd alle regionali Manuela Carloni e Antonio Mastrovincenzo nell’incontro dedicato alla scuola con i locali rappresentanti degli istituti, a pochi giorni dal suono della prima campanella.

«L’istruzione è un settore di competenza statale – ha detto Manuela Carloni, storico segretario Cgil – scuola – ma anche la Regione ha un buon margine di movimento per fare la sua parte. Il Governo ha annunciato la stabilizzazione di 160 mila docenti e l’incremento di 77 mila posti, tra insegnanti e personale Ata, per far fronte all’emergenza Covid. Bene, ora dobbiamo chiedere con forza che questo organico rimanga alla scuola. La Regione, oggi più che mai grazie alla ripresa dei concorsi bloccati dalle scelte scellerate dei governi centrali di centrodestra, ha la possibilità di intervenire affinchè venga messo a disposizione della scuola tutto il personale necessario. Può farlo attraverso l’Ufficio scolastico regionale, ma è chiaro che per riuscirci serve un interlocutore che collabori».

L’urgenza di un organico stabile è anche tra le priorità di Antonio Mastrovincenzo che, nell’ultimo periodo di legislatura, in qualità di presidente dell’Assemblea legislativa regionale, ha scritto al ministro Azzolina per chiedere interventi concreti. «In Consiglio regionale – ha spiegato – ho anche presentato una mozione per sollecitare interventi indispensabili sull’edilizia scolastica, sul potenziamento degli organici. Occorre costruire un nuovo modello capace di garantire tutti, soprattutto gli studenti più fragili, come i ragazzi disabili». La chiave di volta per Manuela Carloni è rappresentata dai patti di comunità, previsti da un decreto ministeriale di giugno: «Regioni, Province e Comuni hanno la facoltà di avviare confronti con tutte le parti coinvolte nel sistema scuola per trovare le soluzioni più adatte alle esigenze di ciascun territorio. Il Covid ci ha fatto capire quanto sia urgente andare verso una scuola fatta di orari prolungati e attività diversificate, sia per promuovere forme di didattica per piccoli gruppi, sia per evitare che le mamme si trovino costrette a rinunciare al lavoro. Penso ad esempio alla scelta, obbligata dalle regole anti – Covid e fatta da alcuni Comuni, di non prevedere il tempo prolungato. Una soluzione al problema potrebbe arrivare dall’impiego del terzo settore, dei tanti volontari, ma anche delle insegnati in pensione che, oltre a vigilare sul consumo del pasto in aula, rappresentano una grande risorsa per attivare servizi pomeridiani».

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