Pergolesi (M5S) su risultato elettorale e dissidi interni: «No a rese dei conti fraticide»

Così la consigliera regionale del Movimento 5 stelle Romina Pergolesi, sui risultati delle recenti elezioni comunali e sui dissidi all'interno del Movimento

«"Abbiamo bisogno di unità e coesione. Non di rese dei conti “fratricide”, né di dita puntate. Siamo un movimento, assumiamoci collettivamente le responsabilità. Non laceriamo l'impegno, la passione e i sacrifici dei militanti per un risultato elettorale non positivo. Avremo modo di comprenderne le cause e di modificare la rotta, senza dover per forza “crocifiggere” persone. Lasciamo correnti e fazioni ai partiti. Noi siamo altro. Siamo nati per essere altro. Non dimentichiamocelo». Così la consigliera regionale del Movimento 5 stelle Romina Pergolesi, sui risultati delle recenti elezioni comunali e sui dissidi all'interno del Movimento. 

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«Le inevitabili differenze o sensibilità, fortunatamente presenti in un grande MoVimento come il nostro, possono essere una risorsa, e non motivo di dissidio, solo aumentando le occasioni di dialogo, di confronto e lavoro di squadra, a livello regionale e fra tutti i livelli istituzionali (dai parlamentari ai volontari che si attivano in ambito locale). Da tempo, assieme a diversi gruppi e portavoce marchigiani sul territorio, abbiamo impegnato tante energie proprio in questa direzione, ed oggi più che mai questa sembra essere la strada giusta per risolvere le problematiche che affliggono i cittadini e dunque conseguire riconoscimenti in termini elettorali. Ritengo che l'attenzione alle esigenze dei territori sia la chiave per avere risultati. Capisco che non è semplice, per chi svolge già un lavoro faticoso all'interno delle istituzioni, partecipare e contribuire fattivamente a organizzare e promuovere incontri a livello regionale, ma è da qui che dobbiamo ripartire se vogliamo che le tante persone che si affidano a noi per il governo dell'Italia ci sostengano anche per gli enti locali. Non dissipiamo energie, insomma, per litigare fra noi o, peggio ancora, per frenare i tentativi di assemblee regionali auspicati da tanti gruppi ed esponenti del MoVimento marchigiano. Rimettiamoci al lavoro. Incontriamoci e confrontiamoci di più, ascoltando maggiormente chi sta sul territorio. È il solo modo, a mio parere, per lavorare serenamente e con efficacia».

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