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Al via Philoaddiction, tra valorizzazione del territorio e unione tra corpo e mente

Senigallia e l’Unione dei Comune “Le terre della Marca Senone” hanno promosso l’importante manifestazione che spazia su vari temi

SENIGALLIA- Si chiama Philoaddiction ed è la novità in programma per il 3 settembre a Senigallia. Un mini festival dedicato al mondo delle nuove alienazioni e relazioni, delle dipendenze, da quelle tecnologiche a quelle da sostanze, un'opportunità per riflettere in maniera filosofica e sociologica su di un tema solitamente relegato alla sfera sanitaria.

Questa mattina – 1 settembre - nella location dello Spazio Zero di Senigallia hanno preso parte all’incontro Maurizio Mandolini dirigente dell’area servizi sociale Ats 8, il sindaco di Senigallia Massimo Olivetti, Sauro Salvatori e Marella Tarini dell’Asur, l’assessore ai servizi alla persona Cinzia Petetta e Lucrezia Ercoli direttrice artistica di Popsophia. Il progetto nasce dalla collaborazione fra l'associazione Popsophia e l'Unione dei Comuni “Le terre della Marca Senone” e l'Ambito Territoriale Sociale 8 per sperimentare una nuova forma di narrazione della medicina e della prevenzione, passando attraverso la comprensione di fenomeni e comportamenti nuovi e sempre più diffusi. La Filosofia fin dall'antichità si è interrogata sul tema del corpo. E oggi che nuove malinconie e nuovi desideri impattano sulle nostre vite ha molto senso ricercare la radice filosofica del nostro essere al mondo.

«Un progetto di rete perché c’è la necessità di creare strumenti comunicativi nuovi, e Popsophia con la sua capacità di parlare di filosofia in modo popolare faceva al caso nostro. Cominciamo con questa prima pillola che precede un lavoro territoriale che cercheremo di fare insieme – ha spiegato Maurizio Mandolini dirigente Ambito territoriale sociale 8 – I servizi sociali e quelli di ambito sanitario hanno come scopo quello di promuovere il benessere della persona e delle proprie comunità e questo progetto contiene elementi metodologici nuovi per intercettare una fetta di popolazione che non accede ai nostri servizi. Alcune dipendenze come quelle tecnologiche sono socialmente accettate e non vissute come patologiche. Popsophia è allora un ponte levatoio che ci permette di uscire dai cilindri nei quali ci troviamo diffondendo un messaggio che non sia di nicchia ma si rivolga alle masse. Negli anni '70 e '80 la dipendenza era una dipendenza da sostanza, un peccato di potenza, una scelta individuale che aveva certamente risvolti sociali. Oggi le nuove dipendenze sfuggono ad un controllo e per questo Philoaddiction non è che una parte di un progetto più ampio che verrà sviluppato il prossimo anno con interventi anche nelle scuole per essere da sollecitazione e stimolo al fine di creare una rete».

«Viviamo in un momento in cui occasioni come queste non vanno perse – ha aggiunto il sindaco Massimo Olivetti - spesso la dipendenza è legata alla percezione che capiti sempre agli altri, e invece oggi più che mai ci ritroviamo sempre più dipendenti, dagli smartphone ad esempio. E creare momenti educativi con nuove ricette che ci permettono di riflettere sulla nostra vita è una grande ricchezza per la città e Senigallia è molto orgogliosa di ospitare questo evento che è un momento di riflessione che vale per ciascuno di noi».

Sul lavoro dei dipartimenti di prevenzione dell’Asur si è soffermata Marella Tarini direttrice del servizio territoriale delle dipendenze patologiche Area vasta 2: «Pensiamo che occorra uscire fuori dall’idea che la dipendenza patologica sia caratterizzata solo da sostanze, la dipendenza è una posizione comportamentale dei soggetti attorno alla quale siamo chiamati a lavorare per superarla possibilmente. A nostro parere tutte le situazioni di dipendenza hanno a che vedere con uno scollamento tra apparato emozionale e cognitivo, uno disconoscimento del corpo. Per fare prevenzione sono utilissime tutte quelle occasioni che permettono un dialogo e che dovrebbero permettere di riflettere e ricollegarsi con un insieme di passioni positive e non su passioni tristi».

A prendere la parola poi Lucrezia Ercoli, direttrice artistica di Popsophia che ha spiegato la scelta dell’immagine che accompagna Philoaddiction, ispirata dall’opera di Raoul Hausmann, “Lo spirito della nostra epoca”: «Philoaddiction prova ad unire conoscenza e intrattenimento: la cultura pop è veicolo di domande filosofiche sulle complessità del mondo contemporaneo – spiega la direttrice artistica Lucrezia Ercoli – il tentativo è spudorato perché cercheremo di mettere insieme immaginario pop, serie tv, musiche accostandole ad un mondo che solitamente invece è più oscuro e tormentato. Lo faremo con il nostro philoshow e con Riccardo Dal Ferro un filosofo che cerca di parlare di filosofia attraverso piattaforme legate all’intrattenimento.  La therapeia degli antichi descritta da La cura di Franco Battiato, la dipendenza tecnologica indagata attraverso la serie tv distopica Black Mirror, dove lo schermo nero è quello del nostro cellulare, il disagio giovanile raccontato da un teen drama come Euphoria, la riflessione sull’empatia attraverso le narrazioni cinematografiche del microcosmo ospedaliero, la gamification indagata con la palestra di Platone. Un modo inedito per traghettare emotivamente il pubblico in un viaggio tra le nostre dipendenze e le nostre fragilità verso una nuova consapevolezza del presente».

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