Lunedì, 14 Giugno 2021
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Darius Brubeck, la storia del Jazz in Piazza Federico II

Il prossimo appuntamento dello Jesi Jazz Festival rappresenta una perla per gli appassionati di questo genere musicale che ha segnato la storia della cultura contemporanea in particolare durante gli anni Quaranta  e Cinquanta del secolo scorso

Darius Brebeck

JESI - Il prossimo appuntamento dello Jesi Jazz Festival rappresenta una perla per gli appassionati di questo genere musicale che ha segnato la storia della cultura contemporanea in particolare durante gli anni Quaranta  e Cinquanta del secolo scorso. 

Domani (venerdì 31), nel cuore antico della città, Piazza Federico II, a partire dalle 21.30, si esibirà il Darius Brubeck Quartet, capitanato da quel Darius Brubeck il cui nome evoca uno dei grandi protagonisti della storia del jazz: Dave Brubeck. Darius infatti è un figlio d'arte con una carriera concertistica alle spalle di notevole livello. Ha suonato nelle più importanti rassegne internazionali spesso in coppia con Mike Rossi, presentando composizioni originali e brani del repertorio del padre Dave. 

Jesi è l'unica tappa italiana del duo Brubeck - Rossi, affiancati da Gabriele Pesaresi al contrabbasso e da Roberto Desideri alla batteria. Questa formazione effettuò una tournée in Italia due anni fa, riscuotendo unanime consenso con il suo jazz accessibile e divertente. Imperdibile sarà ascoltare nella versione di Darius Brubeck e Mike Rossi uno dei capolavori composti dal padre Dave ovvero l'immortale "Take Five". 

Dopo le note frizzanti del jazz di Darius Brubeck, il concerto di seconda serata previsto alle 23, proporrà una prelibatezza per palati e orecchie raffinati. Marcella Carboni, unica arpista  italiana a comparire nelle classifiche redatte dalla prestigiosa rivista Musica Jazz, si esibirà accompagnata dalla tromba del talentuoso Giacomo Uncini, musicista marchigiano ormai noto a livello nazionale. La sintesi tra i suoni dell'arpa e la tromba spiccatamente jazz di Uncini promettono una sessione di ascolto di rara originalità, in grado di produrre "un equilibrio" come ha scritto il critico musicale de Il Foglio  "tra jazz e musica europea, tra scrittura e improvvisazione, tecnica impeccabile fusa con un suono affascinante". Ingresso libero a tutti i concerti.
 

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