Economia

Lavoro: nasce a Confindustria "l’Osservatorio delle Retribuzioni"

L'indagine di Confindustria Ancona su un campione di 245 aziende. La retribuzione annuale media nella provincia di Ancona si attesta intorno ai 28.000 euro per gli impiegati e di 22.000 euro per gli operai

Un campione analizzato di 245 aziende che impiegano circa 7500 dipendenti, 37 contratti collettivi nazionali analizzati, 24 settori industriali coinvolti. L’indagine sulle retribuzioni in provincia di Ancona realizzata da Confindustria Ancona non vuole essere solo una semplice fotografia del territorio, ma un vero e proprio strumento di lavoro per le aziende, che partendo da dati certi potranno sviluppare nuove politiche di gestione delle risorse umane.

Il campione analizzato dall’Osservatorio comprende lavoratori dipendenti per il 37% di piccole aziende, per il 40% di aziende di medie dimensioni e per il 22% di grandi aziende. I settori industriali predominanti sono il metalmeccanico, la carta, la gomma plastica, il legno, l’edilizia e la grafica, a cui seguono i settori chimici, alimentare, commercio.
Per concludere, il 64% sono operai, il 30% sono impiegati, il restante 6% tra apprendisti, quadri e dirigenti. L’età media è intorno ai 41 anni.

QUANTO SI GUADAGNA IN PROVINCIA DI ANCONA. Ma veniamo ai dati più interessanti: la retribuzione annuale media nella provincia di Ancona si attesta intorno ai 28.000 euro lordi per gli impiegati e di 22.000 euro lordi per gli operai, con un delta percentuale di circa il  22% di media. A livello nazionale i dati forniti da Towers Watson (anche se riferiti a campioni diversi) indicano una RAL media di 34.000 euro lordi per gli impiegati e di 24.000 euro lordi per gli operai. In compenso, rispetto ai vari contratti collettivi nazionali, la nostra provincia paga gli operai in media un 1,5% in più.

La popolazione nelle aziende è prevalentemente maschile ma le retribuzioni non sono eque: tra gli operai i maschi sono 4 volte più numerosi delle femmine e guadagnano in media il 14% in più, mentre tra gli impiegati i maschi sono numericamente quasi uguali alle femmine ma guadagnano in media il 21% in più. Tra i part time l'80% sono femmine.

“E’ stato un lavoro lungo e complesso – ha affermato Filippo Schittone, Direttore Confindustria Ancona – che di fatto è una fase di un percorso organico che la nostra associazione sta portando avanti sul tema della gestione delle risorse umane : la logica è quella di sostenere le aziende aiutandole a passare dalla tradizionale e specifica attività di relazioni sindacali ad una integrazione di tutte le problematiche relative al rapporto datore di lavoro- dipendente. L’obiettivo dell’Osservatorio è duplice: da un lato comparare l’andamento delle retribuzioni della nostra provincia alle altre parti del Paese, dall’altro rappresentare la base su cui costruire politiche retributive che vadano al di là della semplice busta paga.
Su questo vogliamo aiutare le nostre aziende: in un Paese dove il cuneo fiscale rappresenta uno spreco inaudito di risorse  - per fare un esempio un lavoratore che percepisce 65 euro netti ne prende 100 lordi e all’azienda costa 130! - il passo successivo sarà quello di lavorare sul cosiddetto welfare. Il che significa non agire solamente sulla busta paga per riconoscere e qualificare le prestazioni professionali dei dipendenti, ma integrare lo stipendio con benefit importanti e facilities che non siano soggette al pagamento di tasse spropositate, ma che si concretizzano in vantaggi reali ed effettivi per il dipendente”.

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