Economia

Coldiretti: “Danni da neve, le aziende non hanno ancora visto un soldo”

L'iter burocratico è stato avviato ma a un anno dal "terremoto bianco", che mise in ginocchio l'agricoltura marchigiana, le aziende danneggiate non hanno ancora ricevuto un centesimo dei fondi della calamità

Nevicata del 2012 (foto archivio)

L’iter burocratico è stato avviato ma a un anno dal “terremoto bianco”, che mise in ginocchio l’agricoltura marchigiana, le aziende danneggiate non hanno ancora ricevuto un centesimo dei fondi della calamità.
A fare un bilancio delle situazione a distanza di dodici mesi dalle eccezionali nevicate degli inizi di febbraio è la Coldiretti Marche.

Fu una vera e propria catastrofe con la devastazione di aziende agricole e allevamenti, scrive la Coldiretti, per un bilancio finale di 209 milioni di euro, tra danni a capannoni, serre, rimesse, strade, oltre alla distruzione delle colture e alla morte degli animali uccisi nel crollo delle stalle. La Regione si attivò subito per chiedere lo stato di calamità e trovare possibili canali per reperire le risorse.
Le strade furono quella di una misura del Piano di sviluppo rurale alla quale attingere e l’accesso al fondo di solidarietà, con 11,5 milioni di euro complessivi reperiti in poco tempo. I tempi della burocrazia sono però quelli che sono, e ad un anno di distanza, i fondi per le aziende danneggiate devono ancora arrivare.

Walter Baldacci e Nives Grassi, allevatori di Sassofeltrio, nell’alto Pesarese, rappresentano un po’ il simbolo di quella devastazione. La neve fece crollare il tetto della sua stalla e l’impianto fotovoltaico appena attivato.
Diversi animali morirono sotto il crollo e per alcuni giorni l’allevatore fu costretto a mungere sotto le macerie, a rischio della vita, mentre la sua aziende era totalmente isolata. “Tra crollo, bestie uccise, latte di alta qualità sprecato e mancato reddito abbiamo avuto un danno da trecentomila euro – spiega Walter –. Ci siamo così rimboccati le maniche e abbiamo fatti altri debiti, 30mila euro per rimettere in piedi i pannelli, dovendo tra l’altro pagare l’Iva al 21 per cento su tutto. Ringrazio la Coldiretti per l’aiuto che mi ha dato ma ora serve una svolta altrimenti qui si va a fallire”.

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