Unicredit, chiude la filiale in città: il sindaco scrive al direttore

Il primo cittadino e il presidente del Consiglio comunale chiedono di mantenere almeno il bancomat o almeno di stringere convenzioni con le altre banche del centro per non far pagare commissioni sui prelievi

Foto di repertorio

Unicredit annuncia la chiusura il 23 marzo della filiale di piazza Garibaldi, il sindaco Stefania Signorini e il presidente del Consiglio comunale Goffredo Brandoni scrivono al direttore per chiedere che venga mantenuto almeno lo sportello bancomat in centro, in modo da consentire ai correntisti residenti nella zona di prelevare senza commissioni. La missiva è stata inviata nella mattinata venerdì 28 febbraio al direttore dell'agenzia di piazza Garibaldi.

Il sindaco Signorini e il presidente Brandoni hanno appreso dai cittadini della prossima chiusura. La preoccupazione degli amministratori comunali nasce dal fatto che, nella zona del centro, vive un'alta percentuale di ultra 65enni, che avrebbero maggiori difficoltà a raggiungere l'altra filiale di Castelferretti. Prelevare contanti da bancomat e sportelli bancari di altri istituti di credito presenti in centro città comporterebbe d'altro canto il pagamento di una commissione per ogni operazione.

Nel caso in cui Unicredit non avesse intenzione di mantenere una cassa continua in centro città, la richiesta di sindaco e presidente del Consiglio è quella di valutare la possibilità di stipulare convenzioni con le altre banche del centro città, affinché i clienti non debbano comunque pagare la commissione.

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Resta il rammarico di tutta l'amministrazione per la decisione presa da Unicredit, che lascia piazza Garibaldi dopo 21 anni. Era infatti il 1999 quando l'istituto bancario aprì i battenti nel cuore della città. «Da quello che risulta - dice il presidente del Consiglio Goffredo Brandoni - l'agenzia di piazza Garibaldi è un'agenzia che fa utili, ha poco personale e molto movimento, quindi resta difficile comprendere la decisione di chiuderla. Penso alle numerose persone che non hanno dimestichezza con gli strumenti informatici e quindi dovranno prendere l'auto per andare a Castelferretti. Molti anziani che abitano in centro e non guidano dovranno utilizzare i mezzi pubblici. Per loro quindi i disagi saranno ancora più pesanti, anche perché si moltiplicano a dismisura i tempi per svolgere semplici operazioni».

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