Studiava lingue e amava la vita, la città piange Pegah: chi era la ragazza morta a Venezia

La giovane è stata investita la scorsa notte a Mestre

Pegah Naddafi

SENIGALLIA - Viveva come una normale studentessa appassionata della vita, la stessa vita alla quale il destino l’ha strappata a soli 29 anni. Pegah Naddafi, ragazza italiana di origini iraniane, è morta la notte scorsa in via Vespucci, a Mestre, investita da un’auto mentre attraversava la strada. Quattro anni fa aveva lasciato Senigallia, dove viveva con la famiglia e dove il padre gestisce il ristorante “La taverna da Kamyar”, specializzata in pizza al kamut. Sono stati proprio i vigili, questa mattina presto, a dare a papà Kamyar la più triste delle notizie: Pegah non c’era più. Padre, nonna e sorella minore si sono quindi messi in viaggio alla volta di Venezia, con ogni probabilità la taverna resterà chiusa per lutto in attesa dei funerali, ancora da organizzare in attesa dell’autopsia. Lo choc è troppo grande e troppo fresco, al ristorante la voglia di parlare non c’è. La notizia della tragedia ha fatto rapidamente il giro dei giornali locali veneti, poi è arrivata a Senigallia e in Iran, dove la mamma della ragazza si trova da qualche settimana per motivi di lavoro. La famiglia Naddafi, molto conosciuta in città, era arrivata a Senigallia diverse decine di anni fa. 

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Pegah studiava lingue all’università Ca’ Foscari, era tornata non molto tempo fa da un viaggio in Francia, chi la conosceva da vicino la ricorda come una ragazza dolcissima e tranquilla. Si era trasferita a Venezia da alcuni anni e a Senigallia era tornata un paio di mesi fa. La scorsa notte è stata investita dall’auto condotta da un 46enne, risultato negativo ai test dell’alcol. Inutile l’intervento del 118 così come il massaggio cardiaco, andato avanti per un quarto d’ora. Per Pegah non c’era più nulla da fare. Sconvolto anche il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, che conosceva bene la famiglia della ragazza. E’ stato lui a dare al padre la cittadinanza italiana un paio di anni fa: «Sono veramente dispiaciuto per questa tragedia che ha colpito una famiglia a modo, riservata e composta da grandi lavoratori – ha detto il primo cittadino- voglio esprimere il mio cordoglio e tutta la mia vicinanza». 
 

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