Moschea sotto le abitazioni del quartiere: i cittadini contrari raccolgono le firme

Petizione contro il trasferimento di sede dell'associazione Annour che già gestisce un centro culturale a Villanova. E nel frattempo si è riunita la Commissione Urbanistica

L'idea di trasferire il centro culturale islamico anche di pochi metri, sempre all'interno del quartiere di Villanova, fa storcere il naso ai residenti che, carta e penna, hanno iniziato a raccogliere le firme per opporsi all'ipotesi. La questione, nata dopo la richiesta degli islamici dell'associazione Annour, interessati all'acquisto e in  trattativa con Ubi Leasing, proprietaria dell'immobile, ieri (martedì 13) è finita sul tavolo di discussione della Commissione Urbanistica, presieduta da Ivano Astolfi. La giunta ha già dato parere negativo alla variazione d'uso dell'immobile ma spetta al consiglio comunale l'ultima parola. Il punto sarà inserito nell'ordine del giorno del consiglio comunale di lunedì 19 dicembre. La maggioranza ha già un'idea chiara. «Non ci sono i presupposti – fa notare Astolfi – perché quella zona è già critica: non ci sono parcheggi, l'ingresso è su una strada trafficata e già oggi, come il centro culturale a pochi metri, ci sono molti problemi con i residenti». A illustrare il punto ai consiglieri ci ha pensato l'assessore all'Urbanistica, Clemente Rossi. Il quale ha fatto notare che oltre alle criticità viarie ci sono le incognite legate ai cantieri del bypass ferroviario che, per forza di cose, porteranno la loro dote di disagi durante la realizzazione dell'opera. Tornando alla petizione dei residenti, sono circa 400 le firme raccolte. Preoccupati per lo sviluppo ma anche arrabbiati per la situazione attuale. 

«Sono diversi anni che il quartiere viene invaso dagli adepti del suddetto centro – si legge nel testo – le auto intasano le strette vie locali e vengono parcheggiate in modo caotico creando grande difficoltà alla circolazione e alla vivibilità della zona. Noi stessi non troviamo posto. Se arrivano i vigili, non potendo fare distinzioni, multano tutti». Il testo prosegue facendo riferimento al bypass ma anche all'abbandono del quartiere, agli episodi di microcriminalità e al crescente senso di insicurezza. «Non siamo contro i fedeli della religione e della cultura islamica ma la collocazione di un Centro di tale tipo non può essere, a nostro avvico, individuata a Villanova» concludono i residenti. «Per quanto non si tratti di un edificio di culto – prosegue Astolfi – sarebbe comunque usato per pregare e oggi è impensabile realizzare una chiesa, di qualsiasi religione, tra le abitazioni. A Falconara ci sono altri culti che hanno optato per luoghi meno congestionati». Il precedente che più si avvicina al caso descritto dai residenti è quello della chiesa pentacostale che da Palombina Vecchia, dopo le proteste di un condominio a causa delle predicazioni e dei gospel, si è trasferita in zona Rocca Priora. Buddisti, evangelici e Testimoni di Geova hanno invece le loro sedi a Case Unrra, tutte lungo via Marconi, a debita distanza dalle abitazioni.

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